Tadej Pogačar e l’amore

Tadej Pogačar e l’amore

19/06/2026 0 Di Giovanni Battistuzzi

C’è chi sostiene che Tadej Pogačar vinca troppo e sempre allo stesso modo: uno scatto da parecchio lontano, poi via da solo. E che questo stia uccidendo il ciclismo. Non condivido, ma accetto l’opinione. L’accetto perché Tadej Pogačar è il più forte, di gran lunga il più forte corridore della sua generazione – salvo pochissime eccezioni – che è una generazione particolarmente piacevole sui pedali. E nonostante questo riesce a mettere minuti su minuti tra lui e gli avversari. In questi anni è finito dietro poche volte a qualcuno. È successo contro Mathieu van der Poel alla Milano-Sanremo 2025 e alla Parigi-Roubaix dello stesso anno. È successo contro Wout van Aert nella tappa finale del Tour de France 2025, a Parigi, e alla Parigi-Roubaix di quest’anno.

C’è chi sostiene che Tadej Pogačar sia una sorta di robot su di una bicicletta, perché fa le cose a comando, seguendo uno schema ormai consolidato. E questo non lo condivido e faccio fatica anche ad accettarlo, mi sembra un’idiozia. E mi sembra un’idiozia non perché sia una falsità che il corridore sloveno segua uno schema consolidato, spesso lo fa, ma sa anche fare infinite variazioni sul tema. Mi sembra un’idiozia perché di robotico Tadej Pogačar non ha nulla.

Tadej Pogačar è un romantico, corre all’ipermoderna che assomiglia molto all’antica. È un corridore animato da un amore profondo e viscerale per la bicicletta e per il pedalare. Lo si scorge da come guarda la sua Colnago, da come sorride quando fatica. Essere il più forte non può essere una colpa.

Tadej Pogačar è un romantico perché riesce ad amare pure ciò che gli sta attorno. Lo si vede da come regala borracce ai bambini che gli corrono a fianco, da come dà il cinque ai bambini che glielo chiedono (al momento giusto, sia chiaro).

Il suo amore straborda poi quando guarda il suo altro grande amore oltre la bicicletta: Urška Žigart. Nel mondo dello sport sono stati pochi gli occhi colmi d’amore per una donna come quelli di Tadej Pogačar, poche le parole di sincero affetto come quelle dedicate, poche a dire il vero perché è riservato in questo, dal campione sloveno nei confronti della sua compagna di vita.

Tadej Pogačar è di solito gentile con tutti. Ieri, al termine della tappa del Tour de Suisse maschile, ha allontanato di malo modo una telecamera che lo stava riprendendo mentre lui scopriva cosa era successo alla sua compagna.

Al Tour de Suisse femminile, Urška Žigart era stata vittima di una brutta caduta sotto la flamme rouge. È finita a terra, ha sbattuto la faccia, si è fratturata la mandibola.

Un gesto d’amore. Dopo qualche ora Tadej Pogačar si è scusato per l’accaduto. C’è da capirlo.