Il ritorno di Tao Geoghegan Hart

Il ritorno di Tao Geoghegan Hart

16/02/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Soltanto una ventina di anni fa la rottura del femore per un corridore significava se andava bene rimanere fuori un anno e ritornare con difficoltà a pedalare come prima, se andava male a ritornare ma a livelli decisamente inferiori o non tornare affatto. Si pensi, per esempio, a Joseba Beloki e al suo volo in discesa al Tour de France che gli costò un femore e la carriera. Era il 2003, non una vita fa. Ora fortunatamente la medicina ha fatto enormi passi avanti e anche le tecniche riabilitative. Lo sa bene Tao Geoghegan Hart. Nello scorso maggio l’avevamo visto trasportato via in ambulanza dopo la caduta nell’undicesima tappa del Giro d’Italia, la Camaiore – Tortona, 219 chilometri, e avevamo poi saputo che s’era rotto il femore e l’anca.

Giovedì 15 febbraio l’abbiamo rivisto tra i primi della tappa più impegnativa della Volta ao Algarve em Bicicleta: sull’Alto da Fóia è arrivato settimo, a otto secondi dalla coppia Daniel Felipe Martinez-Remco Evenepoel e tenendosi dietro parecchi corridori di talento. 

Quando cadde sulla discesa del Colle di Boasi, Tao Geoghegan Hart stava disputando la prima stagione di grande livello dopo alcuni anni parecchio ondivaghi, fatti di alcune giornate molto buone e troppe altre sottotono. Prestazioni figlie di intoppi vari, personali e fisici, di errori fatti e subiti e scelte non del tutto lungimiranti.

Poi alla Ineos arrivò Dajo Sanders, il preparatore che seguì Thymen Arensman dal Team Dsm. I due parlarono, discussero, poi Tao Geoghegan Hart capì che lui era la persona giusta a cui affidarsi. Le cose svoltarono. 

Quella che era una storia da una botta e via, quella di un corridore che indossa la maglia rosa nel podio finale di un Giro d’Italia (per giunta pandemico) e poi basta, si stava trasformando in una storia diversa, quasi un romanzo di formazione su come a volte gli animi affini non si incontrano subito, ma serve passare per dei fallimenti per riconoscersi. 

Il ciclismo è però un narratore acrobatico. E spesso le trame se la gode a incasinarle. 

E quella che riguarda Tao Geoghegan Hart s’è fermata in Liguria per poi ripartire dai Paesi Bassi. E per la semplice ragione che “ho cercato un centro super specializzato” e il migliore era ad Amsterdam. 

“La riabilitazione rispetto all’allenamento a cui ero abituato è davvero stancante e decisamente meno divertente. Non ho mai dormito dopo un allenamento classico, invece dopo 1-2 ore in palestra e altrettante di trattamento non riuscivo a tenere gli occhi aperti per guardare un film”, ha detto Tao Geoghegan Hart a Giulia De Maio di Tuttobiciweb

Tao Geoghegan Hart ha prima reimparato a stare in piedi con due gambe, poi ha ripreso contatto con i pedali e con l’effetto che fa muovere le pedivelle. In Brompton si è girato Amsterdam, ha visto musei e ha curiosato tra vicoli e canali. Poi ha ripreso anche con le biciclette da passeggio e con quelle da corsa. Perché, con parole sue: “Molto prima che la bici diventasse un lavoro era semplicemente il mio trasporto. E poter pedalare di nuovo in quel modo è ciò che mi rende davvero felice. Le due ruote sono il futuro delle nostre città ed è una bella sensazione tornare su di loro questa settimana”. 

Si è presentato all’appuntamento con la nuova stagione e con la nuova squadra, la Lidl – Trek, tirato a lucido e con l’idea di dimenticarsi di cosa è successo e ripartire da dove aveva sospeso a maggio dello scorso anno.