Guida alla Tirreno-Adriatico 2024

Guida alla Tirreno-Adriatico 2024

03/03/2024 0 Di Redazione

Dopo anni nei quali gli organizzatori si sono scervellati per complicare la vita ai corridori, la Tirreno-Adriatico 2024 offre un percorso alla vecchia: tante occasioni per i velocisti e un paio agli uomini di classifica – nemmeno troppo dure – per testare la gamba. E forse è meglio così, perché se ci sono troppe aspettative alla fine uno poi resta deluso.

Le tappe della Tirreno-Adriatico 2024

4 marzoLido di Camaiore > Lido di Camaiore (cron. individuale)10
5 marzoCamaiore > Follonica198
6 marzoVolterra > Gualdo Tadino225
7 marzoArrone > Giulianova207
8 marzoTorricella Sicura > Valle Castellana144
9 marzoSassoferrato > Cagli (Monte Petrano)180
10 marzoSan Benedetto del Tronto > San Benedetto del Tronto154

Tutte i segreti delle tappe della Tirreno-Adriatico 2024

1ª tappa, Lido di Camaiore (cronometro individuale), 10 km

Dieci chilometri semplici semplici e molto veloci per iniziare: quattro rettilinei e cinque curve, quattro ad angolo retto e una a U. Si andrà forte e qualcuno potrebbe pagare fior di secondi, perché quand’è così serve essere perfetti e molti abili su una bici da cronometro. Qualche velocista potrebbe fare più che bene.

2ª tappa, Camaiore – Follonica, 198 km

Qualche saliscendi c’è, c’è pure un Gran premio della montagna a Castellina marittima, dove si può godere di una bella vista sul Tirreno che tanto, e come sempre, i corridori non vedranno. Per il resto tutto sarà molto tranquillo. Finale a parte, perché negli ultimi cinque chilometri ci sono dieci curve, l’ultima, ad angolo retto, a trecento metri dal traguardo.

3ª tappa, Volterra – Gualdo Tadino, 225 km

Tappa lunga, 225 chilometri, forse immotivatamente lunga. L’inizio è parecchio ondulato, ben di più di come sembra dall’altimetria: non c’è un metro piatto e alcuni strappi per niente agevoli. Per centrare la fuga di giornata si dovrà stare parecchio bene. Il finale è in leggera salita, nulla però che un buon velocista possa trovare impossibile da affrontare. Prima però ci sarà da affrontare di Gpm di Casacastalda, dove la discesa è molto più complicata della salita.

4ª tappa Arrone – Giulianova, 207 km

I corridori iniziano a mettere metri di dislivello nelle gambe. Non è una tappa dura, ma è di difficile lettura. E non tanto per il Gpm al Valico di Castelluccio e la seguente lunga discesa. Il problema è il finale: gli ultimi venticinque chilometri sono un su e giù continuo, sono pieni di curve e fastidi che uno terrebbe lontani volentieri. Gli ultimi 1.650 metri sono tutti in leggera salita.

5ª tappa, Torricella Sicura – Valle Castellana, 144 km

Prima tappa dove si sale davvero, probabilmente la più bella, nonostante il montagnone sia il giorno dopo. I corridori troveranno una salita dietro l’altra prima dell’ascesa che porta a San Giacomo: 11,9 km al 6,2%.

Quelle che l’anticiperanno non hanno questi numeri, sono più corte e non difficilissime, e proprio questo è il bello. Sulla strada che porta a San Giacomo i corridori ci arriveranno con più metri di dislivello di quelli che si sono resi conto di aver percorso. E dopo la cima, gli organizzatori hanno avuto la grazia di inserire anche l’altro lato della montagna. La discesa è rognosa. Poi la strada riprende a salire verso Valle Castellana con alcuni tratti per niente agevoli.

6ª tappa, Sassoferrato – Cagli (Monte Petrano) 180 km

Il gran finale del giorno prima la Tirreno-Adriatico ha voluto concederselo sul Monte Petrano. Bella salita quella del Monte Petrano. Abbastanza lunga, tosta, spesso ventosa. Dura, ma non durissima da far rimandare all’infinito l’attacco.

Al Giro d’Italia 2016, certo parecchi chilometri in più, sia sulle gambe che nella cartina altimetrica, fu un bel vedere.

7ª tappa, San Benedetto del Tronto – San Benedetto del Tronto 154 km

La Tirreno-Adriatico si chiuderà con uno sprint di gruppo, forse il quarto, forse il terzo. Poi baci e abbracci e testa alla Milano-Sanremo.

I partecipanti alla Tirreno-Adriatico 2024

Dopo aver vinto tre tappe su quattro al O Gran Camiño, Jonas Vingegaard ha deciso di esplorare le terre italiane: è dal 2022 che manca dalla corsa dei due mari e all’epoca finì secondo dietro a Tadej Pogacar (che ha stravinto la Strade Bianche). Le loro ruote quest’anno si incontreranno solo al Tour de France

Di corridori che proveranno a infastidirlo ce ne sono parecchi: da Daniel Martinez a Simon Yates, da Ben O’Connor a Richard Carapaz. Devono sfruttare il marzo pazzerello, perché tra giugno e luglio contro il danese sarà quasi impossibile.