Tirreno-Adriatico, 4a tappa: velocità van der Poel, azzurro Pellizzari

Tirreno-Adriatico, 4a tappa: velocità van der Poel, azzurro Pellizzari

12/03/2026 0 Di Giovanni Battistuzzi

Sotto un cielo malinconico, a scendere dalle montagne in planata verso l’Adriatico, su e giù tra le collinette che si stendono verso il mare del piceno, la Tirreno-Adriatico 2026 (qui c’è la guida a tutte le tappe della Corsa dei due mari) ha trovato la conferma che l’accumulo di metri di dislivello non è altro che una forma di Schadenfreude e che all’indiscriminato ammucchiamento è preferibile la selezione. E che se si mettono qualche migliaia di metri tra l’ultima salita e l’arrivo si fa in modo di dare la possibilità a chi è dotato di immaginazione possa metterla sui pedali.

E poco conta, anzi nulla conta, se sul lungomare di Martinsicuro si siano presentati in una dozzina abbondante di corridori e dietro, a vista, un’altra cinquantina abbondanti di uomini alla ricerca di colmare un distacco incolmabile.

Cosa è successo nella 4a tappa della Tirreno-Adriatico 2026

Verso Martinsicuro volontà diverse si sono unite, affrontate, alternate, apparse e poi scomparse.

C’era chi non aveva un sogno utopico: imporra la volontà personale su quella del gruppo. Jakub Otruba ha provato a prolungare il più possibile il suo ottimismo da fuggitivo, si è dovuto arrendere quando ha visto il gruppo pedalare tre volte più veloce di lui sullo strappo che portava nella parte alta di Tortoreto.

C’era chi ha provato a imporre una dittatura e in parte, ma solo in parte, c’è riuscito. In quei 1.600 metri di asfalto indigesti per il corridore ceco della Caja Rural, Matteo Jorgenson ha pedalato di violenza e convinzione, ha ridotto al minimo il gruppo buono, seminando per strada le ambizioni di Richard Carapaz, Thymen Arensman, Santiago Buitrago, Michael Storer, Julian Alaphilippe e compagnia. Una cattiveria a pedali imposta agli altri per questioni personali e soprattutto per generosità nei confronti di Wout van Aert, volenteroso di staccarsi di dosso la sindrome di Paperino.

C’era poi chi resisteva a tutto, pronto a sfruttare le lotte altrui per imporre la propria volontà. Filippo Ganna e Mathieu van der Poel vedevano Tortoreto e immaginavano Sanremo. Isaac Del Toro e Giulio Pellizzari avevano in mente la maglia di capoclassifica. Gli altri avevano altri pensieri. Tutti, meno che l’olandese della Alpecin-PremierTech, avevano una certezza. Con Mathieu van der Poel lì, c’era poco da essere ottimisti.

Qualcuno ha provato l’azzardo. Matteo Jorgenson ha continuato a fare la guida ciclistica: un attestato di stima a Wout van Aert che voleva dire ho fiducia in te, una dannata fiducia in te. Certe cose servono, sono una iniezione di fiducia, forse di speranza. E servono soprattutto a chi, in pochi anni, ha perso una dopo l’altra molte delle certezze che aveva.

L’immaginazione però si è trovata davanti alla consapevolezza che senza un coup de théâtre la volontà di vittoria di certi corridori difficilmente la si batte.

La vittoria di Mathieu van der Poel

Filippo Ganna ha provato per ultimo a sorprendere tutti. Un tentativo da finisseur vecchio stile. Difficile però fare il finisseur quando alle tue spalle c’è chi il finisseur lo potrebbe fare, ma può fare anche tutto il resto. Mathieu van der Poel ha accelerato quando serviva accelerare, ha preso la testa del gruppetto di testa, ha messo metri di sicurezza davanti al muso di tutti gli altri. Ha attraversato per primo e in giubilo la linea d’arrivo della 4a tappa della Tirreno-Adriatico 2026.

Dopo essersi messo in pari con gli sterrati a San Giminiano, Mathieu van der Poel ha deciso di dare un monito a tutti gli altri: o mi staccate, o vi dannate in una volata di gruppo, oppure vinco. Non una grande novità. Tant’è. Non ci lamentiamo.

Alle spalle dell’olandese è stato Giulio Pellizzari il più lesto a superare il traguardo. Il corridore marchigiano si è accaparrato sei secondi d’abbuono, che valgono sia la consapevolezza di potersela giocare pure in una volata a ranghi ristretti, soprattutto la facoltà di guardare tutti dall’alto in basso. Almeno in classifica generale. Almeno in questa Tirreno-Adriatico.

L’ordine d’arrivo della 4a tappa della Tirreno-Adriatico vinta da Mathieu van der Poel

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