Tour 2024 – Pogacar, Vingegaard e il carnevale del Col du Galibier

Tour 2024 – Pogacar, Vingegaard e il carnevale del Col du Galibier

03/07/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Proprio lì, sul Col du Galibier, anche se nel versante opposto è andato in scena il carnevale del Tour de France. Lì, sul Col du Galibier, dove nel 2022 Jonas Vingegaard e sodali ribaltarono le sicurezze di Tadej Pogacar, costringendolo alla solitudine, e incrinando il suo ruolo di assoluto dominatore delle corse a tappe che si era costruito nei due anni precedenti, tutto si è ribaltato: Tadej Pogacar e sodali hanno reso pan per focaccia. Hanno costretto alla solitudine Jonas Vingegaard e rimesso nei binari giusti la storia francese del campione sloveno.

Un attacco di squadra, uomo dopo uomo, a sgretolare le speranze di tanti. La UAE Team Emirates ha dato la prima dimostrazione di assoluta superiorità, la stessa che due anni fa la fu Jumbo mise in scena per la prima volta. Poi ci ha pensato Tadej Pogacar. È scattato, Jonas Vingegaard lo ha seguito. È scattato ancora, il danese non ha perso un metro. Ci ha riprovato di nuovo, Vingegaard questa volta ha perso un metro, cinque, dieci, per un po’ è rimasto lì, alla maniera del Puy-de-Dôme di un anno fa. Ma in cima ha pagato, il distacco è aumentato, poi si è dilatato in discesa.

Il ciclismo è lo sport individuale più di squadra che esista, o forse lo sport di squadra più individuale che ci sia. Si fatica da soli ma assieme ad altri e a questi a volte ci si aggrappa per non affondare o per lanciarsi verso l’arrivo.

È da inizio anno che le cose per il Team Visma | Lease a bike non vanno granché bene. Un bel po’ di cadute, qualche errore. Al Tour de France 2024 non è arrivata con la squadra migliore, Sepp Kuss a casa è solo l’ultima rinuncia.

Lo stesso Jonas Vingegaard era arrivato alla Grande Boucle con un bel po’ di allenamento e nessun giorno di corsa dopo la caduta al Giro dei Paesi Baschi.

Il Team Visma ha bluffato un bel po’ sulla sua condizione, molto migliore di quella annunciata, ma non abbastanza da reggere alle accelerazioni di Tadej Pogacar. Ha detto il danese: “Siamo venuti qui credendo che avremmo perso tempo in tre delle prime quattro tappe. Quindi perdere tempo solo in una di queste è abbastanza positivo, secondo me”. Tra le ultime centinaia di metri salendo il Galibier e la discesa ha perso cinquanta secondi tra ritardo e abbuoni.

“Mi aspettavo di essere indietro di due minuti o forse di più, quindi essere indietro di soli 50 secondi è comunque abbastanza buono. Il mio momento arriverà”. Sembra fiducioso Jonas Vingegaard, almeno a parole, almeno in pubblico. Ha subito il ribaltamento carnevalesco del Galibier, avrà qualche giorno per riprendersi, per prendere fiato e rodare le gambe.

Domenica ci saranno gli sterrato attorno a Troyes, potrebbe perdere ancora, poi toccherà aspettare sabato 13 luglio per ritrovare le grandi salite.