“Bottecchia non rallenta”, la 1a tappa del Tour 1924, cent’anni dopo

“Bottecchia non rallenta”, la 1a tappa del Tour 1924, cent’anni dopo

22/06/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Argenteuil, parte nord di Parigi, il 22 giugno del 1922 alle 2 di notte era tutta un movimento. S’era mai vista tanta gente per le strade a quell’ora. Ma tutti avevano una buona ragione di essere lì. Anzi un’ottima ragione per essere lì. C’erano i corridori, iniziava il Tour de France.

La prima tappa partiva da lì, da Argenteuil, e terminava a Le Havre dopo 381 chilometri (e circa quattromila metri di dislivello). La vinse Ottavio Bottecchia con una lunga volata e dopo aver cercato di staccare tutti i rivali per tre volte sugli ultimi tre strappi prima del traguardo.

(qui trovate il prologo e tutte le puntate dedicate al racconto, con le parole di allora, della primo Tour de France vinto da Ottavio Bottecchia, un secolo fa)

La 1a tappa del Tour de France 1924

Ricostruzione della prima tappa del Tour de France 1924 vinto da Bottecchia

Il racconto della 1a tappa del Tour 1924 vinto da Bottecchia

Così il Corriere della Sera raccontò la vittoria di Ottavio Bottecchia nella 1a tappa del Tour de France 1924:

Il giro di Francia è iniziato sotto i migliori auspici per i colori Italiani. I due migliori esponenti si sono affermati tra le vedette della dura lotta impegnata. Il modesto e coraggioso Bottecchia ha vinto in uno stile superbo la prima tappa battendo in velocità, senza aiuto alcuno, un gruppo ai venti avversari. Partito in testa, egli resisteva agli attacchi di uomini veloci come Ville, Sellier ed Enrico Pelissier dopo avere, nell’ultimo chilometro precedente l’arrivo, e nei brevi ma rudi dlslivelll finali, tentato qualche strappo che oltre ad assottigliare il plotone ha dimostrato le ottime condizioni di forma dell’italiano.  

Bottecchia con questa prima vittoria, che gli assegna per regolamento tre minuti di vantaggio, vestirà nella prossima tappa la fatidica maglia gialla che distingue l’uomo in testa alla classifica del giro per segnalarlo alle folle plaudenti lungo il percorso. Questo lieve vantaggio è un prezioso incentivo e, anche se può acuire nei concorrenti delle «équipes» avversarle le ostilità sul percorso, gli acconsentirà la benevola neutralità dei compagni della sua squadra se non proprio il loro aiuto che è vietato dal regolamento ma che a volte può non di meno essergli procurato in forma prudente. 

Anche Brunero, che è giunto vicino al vincitore, benché abbia sofferto di due bucature, ha conseguito risultati eccellenti e pone con questa prima affermazione anche lui la sua candidatura tra i favoriti alla vittoria finale. Il campione della squadra bianco oliva è un ottimo arrampicatore o nelle tappe di montagna saprà certamente con Bottecchia (se entrambi saranno immuni da incidenti) dimostrare la loro superiorità in salita conseguendo decisivi vantaggi. Aymo ed Furici ritardati da forature sono pure onorevolmente piazzati tra i 140 concorrenti che hanno finito la tappa. 

Lento inizio e finale veloce 

I 157 partenti dopo la traversata di Parigi, radunati ad Argenteuil si preparano alla partenza definitiva. I commissari della corsa però constatano che l’inizio del percorso è pessimo e potrebbe causare gravi cadute. Neutralizzano quindi la corsa per un’altra diecina di chilometri ed è soltanto alle 3:20 che il grosso plotone può partire definitivamente. Durante i primi cinquanta chilometri la gara si svolge calma e regolare. Anche i primi colpiti da forature che non si distinguono nella notte, possono riparare e raggiungere subito il plotone. 

All’alba si passa per Clermont sur Oise a 72 km. da Parigi e conduce il gruppo  Bottecchia seguito da E. Pelissier. Tutta la squadra dei viola è in testa con dietro di questa compatta pure è la squadra dei verde-oliva italiani. Nulla di notevole si produce fino a Montidier (107 km.) dove il plotone passa alle 6.38′. All’uscita da questo paese avviene una caduta generale che non produce alcun male poiché tutti rientrano nel plotone. L’andatura continua regolare e non troppo sostenuta. Si giunge così al primo controllo di Amiens (143 km) alle otto. Più di cento concorrenti sono Insieme e si riforniscono velocemente. L’andatura turistica continua fino all’altro controllo di Abbeville (187 km). Nessun cambiamento notevole avviene neanche dopo Abbeville e soltanto la distanza seleziona il gruppo e i primi concorrenti mediocri si staccano benché non colpiti da incidenti. 

È sempre la squadra dei fratelli Pelissier e di Bottecchia che assicura l’andatura ed iI gruppo che comprende un’ottantina di concorrenti, passa da Criel-sur-mer (231 km) alle 11.35″. In questa località Alavoine e Brunero forano, ma riparano rapidamente e con un breve inseguimento rientrano nel plotone sempre numeroso che passa da Dieppe (252 km) alle 12.30′.  

All’uscita da questa città Aymo è a terra per bucatura e ripara, ma non potrà più raggiungere perché una seconda foratura lo colpisce qualche chilometro dopo. L’andatura è ora più sostenuta. Ci avviciniamo all’ultimo controllo. I Pellissier e Bottecchia si mostrano instancabili e si ricambiano ora in testa; perciò l’andatura diviene più veloce.  

Comincia la vera selezione del gruppo poiché si capisce che gli uomini veloci vogliono giungere a Le Havre in minor numero possibile perché la volata sia più regolare. Al controllo di Fecamp (328 km) il gruppo è infatti ridotto a una ventina di concorrenti. Nei dislivelli all’uscita della città, è Bottecchia che parte deciso in testa e tenta con energici strappi di disgregare il plotone. Mentre i suoi compagni di squadra non lo inseguono, dei componenti delle squadre avversarie annullano i suoi tentativi, il veneto non disarma e tenta ancora a ogni dislivello nuove fughe. Si giunge, intanto a Sainte-Adresse a sei chilometri dall’Havre.  

La folla si assiepa sull’ampio viale che in linea retta conduce all’Havre. Bottecchia è sempre in testa e non rallenta. All’ultimo chilometro egli parte deciso. Ha sulla ruota il compagno Ville e di fianco E. Pellissier. II veneto dà l’impressione di voler fare il giuoco dei suoi compagni, ma egli aumenta progressivamente l’andatura e a cento metri scatta deciso. Ville gli si porta di fianco e lo attacca, ma non riesce a rimontarlo; così Bottecchia passa il traguardo con mezza lunghezza di vantaggio. Gli altri seguono nettamente staccati.

L’immensa folla scaglionata sul viale fa all’Italiano vincitore una accoglienza trionfale.

L’ordine d’arrivo della prima tappa del Tour de France 1924

  1. Ottavio Bottechia in 15 ore 3 minuti e 14 secondi
  2. Maurice Ville s.t.
  3. Félix Sellier s.t.
  4. Henri Pélissier s.t.
  5. Nicolas Frantz s.t.
  6. Giovanni Brunero s.t.
  7. Hector Tiberghien s.t.
  8. Honoré Barthélémy s.t.
  9. Ciriel Omeye s.t.
  10. Léon Scieur