Tour de France 2025 | La cronocoppie di Rickaert e van der Poel

Tour de France 2025 | La cronocoppie di Rickaert e van der Poel

13/07/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

La mattata di Jonas Rickaert e Mathieu van der Poel ha trasformato la nona tappa del Tour de France 2025 in una cronocoppie degna del Trofeo Baracchi

Il 9 settembre del 1989, Laurent Fignon e Thierry Marie vinsero il Trofeo Baracchi coprendo i 96,6 chilometri della corsa alla media di 50,4 chilometri orari. Quella fu l’ultima edizione del Trofeo Baracchi corsa come cronocoppie, oltre a essere quella più veloce della storia. È da anni che si dice, forse più per nostalgia che per reale volontà, che sarebbe il caso di reintrodurre in calendario una cronocoppie. 

Jonas Rickaert e Mathieu van der Poel l’hanno reintrodotta oggi in modo clandestino sul palco ciclistico più prestigioso al mondo, quello del Tour de France.

Al pronti via, i due corridori della Alpecin-Deceuninck si sono infuturati verso l’arrivo della nona tappa del Tour de France, la Chinon – Châteauroux. Ha pedalato assieme, uno dietro l’altro, in perfetta sintonia per 168 dei 174,1 chilometri in programma. Jonas Rickaert si è rialzato, stremato per aver raschiato dal fondo di se stesso tutte le energie che aveva in corpo dopo un paio di tirate a cinquantacinque all’ora. Mathieu van der Poel è durato qualche chilometro in più alla ricerca di un’impresa che sarebbe stata magnifica. Lo hanno ripreso a settecento metri dall’arrivo.

Quella di Jonas Rickaert e Mathieu van der Poel verso Châteauroux (ribattezzata per l’occasione Cavendish City, visto che Mark Cavendish non riusciva a non vincere a Châteauroux) è stata una cronocoppie lunga quasi due volte il vecchio Trofeo Baracchi. Una cronocoppie pedalata a cinquanta all’ora di media con un gruppo di velocisti famelici alle calcagna.

La loro cronocoppie è stata una mattata lucidissima e velocissima. Un tentativo di reazione al fatalismo del gruppo di dare ai velocisti quel che dovrebbe essere dei velocisti. Una dissoluzione di forze ed energie totalmente inutile e proprio per questo utilissima. Perché capace di ricordarci che non tutto è deciso e dovuto e che la bicicletta è un mezzo adatto alla rivoluzione. Che Jonas Rickaert è uno di quei corridori che è meglio avere in squadra. E che Mathieu van der Poel è un campione di quelli che possiamo dirci fortunati ad aver visto correre.

E poco male se la mattata non è terminata dopo l’arrivo. Certo ha vinto Tim Merlier davanti a Jonathan Milan (e che volata che hanno fatto), ma della nona tappa del Tour de France 2025, la Chinon – Châteauroux, 174,1 chilometri, forse ci ricorderemo dello sprint, senz’altro non potremo dimenticare di quel pomeriggio a sperare che la fuga arrivasse all’arrivo.