Tour of the Alps – Disperato, erotico, Storer

Tour of the Alps – Disperato, erotico, Storer

25/04/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

“Fucking, unbelievable”. Non poteva usare sintesi più efficace Thymen Arensman per descrivere ciò che Michael Storer aveva appena fatto durante i 112,2 chilometri dell’ultima tappa del Tour of the Alps 2025. Dopo il traguardo l’olandese si è andato a congratulare con l’australiano che gli aveva levato la maglia di capoclassifica della corsa a tappe italo-austriaca che aveva indossato solo ieri al termine di un’altra azione Fucking, unbelievable. Almeno a dirla alla Thymen Arensman.

Giovedì Michael Storer aveva attaccato per difendersi dall’azione da lontanissimo del corridore della Ineos Grenadiers. Non era riuscito a conservare la maglia verde che aveva conquistato attaccando nella seconda tappa. C’era rimasto male, era convinto di aver fatto il possibile. Non era stato abbastanza. Aveva però avvisato tutti: manca ancora una tappa. Sottointeso: attaccherò.

È stato di parola. Ha attaccato. E da più distante di quello che era lecito attendersi. Non ha aspettato l’ultima salita, quella che portava a Stronach. L’ha fatto sulla penultima, nella seconda ascesa al Bannberg: 4,4 chilometri al 9,1 per cento.

Ha attaccato perché non poteva fare altro. Perché, in fondo, è quello che gli riesce meglio. Non è corridore da gruppo Michael Storer. È uomo di solitudini e azzardi, uno che il ciclismo lo vive all’attacco perché altrimenti sai che noia.

Non poteva fare calcoli d’abbuono, l’australiano. Gli avanguardisti erano troppi e troppo avanti per poter pensare di riprenderli. E poi come fare a riprenderli se attorno a lui non c’era nessuno che poteva aiutarlo? Attaccare era un’esigenza. Non c’ha pensato due volte. È scattato. Vada come vada.

È andata che gli avanguardisti dei primi chilometri sono arrivati a Lienz prima del gruppo. E di minuti. E la coppia della Decathlon AG2R La Mondiale Team in anticipo su tutti gli altri.

Primo Nicolas Prodhomme, gregario di quelli che è un bene avere al proprio fianco, uno che non vince mai perché trova il modo di aiutare chiunque, anche chi non ha le sue gambe e la sua abnegazione. Secondo Paul Seixas, giovinastro dal talento straripante, al contrario di altri giovani rampanti (non solo) francesi, intelligente e scafato, che ha inteso benissimo che vincere a diciotto anni è buona cosa, ma avere il rispetto e l’ammirazione dei compagni è cosa ben più importante per gli anni che verranno. Il suo talento è tanto ed evidente, ora scopriamo che ha anche il savoir-faire giusto.

È andata che Manuele Tarozzi dopo tante fughe finite dietro al gruppo, oggi ha passato la striscia d’arrivo prima del gruppo: quinto.

Ed è soprattutto andata che Michael Storer ha terminato la tappa all’ottavo posto, ma è salito sul gradino più alto del podio del Tour of the Alps 2025 in maglia verde. “Sono super, super contento della mia settimana. Vorrei solo che fosse una gara un po’ meno complicata. Ho dovuto letteralmente attaccare ogni singolo giorno”, ha detto. E per fortuna, diciamo noi. Perché il Tour of the Alps 2025 è stata una corsa eccezionale e appassionante anche grazie a lui e a quella sua esigenza di attaccare.

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