La voce di Giulio Pellizzari al Tour of the Alps 2026
21/04/2026Giulio Pellizzari ha vinto la seconda tappa del Tour of the Alps 2026 battendo allo sprint Thymen Arensman e Mattia Gaffuri, in fuga dal mattino
Non manca molto al Giro d’Italia 2026 ed è questo il momento per iniziare a capire quale sarà il proprio posto nel Giro. Soprattutto per provare a far sentire la propria voce e presenza a chi, immancabilmente, stabilirà gerarchie di squadra. Sarà poi la strada a decidere, va sempre così e da sempre. Giulio Pellizzari ha fatto sentire la sua voce. Un urlo arrivato sotto l’arrivo di Val Martello, al termine di una salita dura e di uno sprint tra i migliori sette scalatori della seconda tappa del Tour of the Alps 2026 (qui c’è la guida completa a tutte le tappe).
Il marchigiano della Red Bull-BORA-hansgrohe ha scelto il terreno che più gli si addice, lasciando parlare le gambe quando la strada ha iniziato a impennarsi davvero. La strada che risale la Val Martello ha pendenze rognose, i corridori l’hanno percorsa ad alto ritmo fin dalle prime rampe. Il gruppo dei migliori si è, come accade sempre, via via assottigliato sotto l’azione delle squadre dei favoriti.
Davanti, quando la corsa è entrata nel vivo, sono rimasti i corridori che ci si attendeva rimanessero davanti, con qualche eccezione: Michael Storer (che ha pagato gli scatti) e Ben O’Connor. E con un ottimo Mattia Gaffuri, in fuga dal mattino ma capace di resistere ai primattori dell’alta classifica di questo TotA.
Tra questi c’erano tanti corridori in maglia Red Bull-BORA-hansgrohe: Lorenzo Finn – bravissimo a chiudere su Thymen Arensman e Michael Storer -, Giulio Pellizzari, Alexandre Vlasov, cha ha impostato al meglio la volata. Un lavoro sfruttato al meglio da Giulio Pellizzari, primo a superare il traguardo della seconda tappa del Tour of the Alps.
È stata una tappa nervosa sin dalle prime fasi, con una fuga lasciata andare ma mai davvero, tenuta sempre a distanza di accelerazione. Il gruppo ha sempre mantenuto un margine gestibile, consapevole che il giudizio sarebbe arrivato tutto negli ultimi chilometri. E così è stato: sull’ascesa conclusiva, il ritmo imposto ha fatto selezione naturale, lasciando davanti solo gli uomini di classifica e chi, come Pellizzari, voleva qualcosa di più di un semplice piazzamento.
Negli ultimi due chilometri, la corsa si è trasformata in un confronto diretto tra scalatori puri. Accelerazioni, scatti e brevi momenti di studio si sono alternati fino all’ultimo rettilineo, dove la fatica ha reso ogni gesto ancora più pesante. Pellizzari ha saputo aspettare, senza sprecare energie, leggendo alla perfezione le mosse degli avversari.
Quando Vlasov ha lanciato la volata, l’italiano era lì, in perfetto controllo della situazione. La sua progressione finale è stata irresistibile: pochi metri, quelli decisivi, per ribaltare la situazione e conquistare la sua prima vittoria stagionale, la prima in Italia, la seconda in carriera.
Un successo che vale molto più dei secondi guadagnati in classifica grazie agli abbuoni. È un segnale, forte e chiaro, in vista del Giro d’Italia. Pellizzari non è più soltanto una promessa, ma una realtà pronta a giocarsi le proprie carte anche tra i grandi. E se queste sono le premesse, la corsa rosa potrebbe avere un protagonista in più.
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