Tour of the Alps 2026, la guida
18/04/2026Tutto quello che c’è da sapere sul Tour of the Alps 2026: le tappe, le altimetrie e i protagonisti della corsa tra le Alpi di Tirolo e Trentino-Alto Adige
Da lunedì 20 a venerdì 24 aprile si corre il Tour of the Alps 2026, quarantanovesima edizione della corsa tra le Alpi di Tirolo e Trentino-Alto Adige, il fu Giro del Trentino. Come negli anni passati è corsa dura, difficile, spesso assai interessante, ideale per preparare la gamba per il Giro d’Italia che inizierà, dalla Bulgaria, il prossimo 8 maggio.
Tour of the Alps 2026, le tappe
| 20/04 | Tappa 1 | Innsbruck – Innsbruck | 144,3 km |
| 21/04 | Tappa 2 | Telfs – Martell/Val Martello | 147,5 km |
| 22/04 | Tappa 3 | Latsch/Laces – Arco | 174,5 km |
| 23/04 | Tappa 4 | Arco – Trento | 167,8 km |
| 24/04 | Tappa 5 | Trento – Bolzano | 128,6 km |
Tour of the Alps 2026, le altimetrie delle tappe
Tappa 1: Innsbruck – Innsbruck, 144,3 km

Difficile che finisca con una volata di gruppo la prima tappa del Tour of the Alps 2026, però è la frazione meno difficile. Uno sprint può essere il finale più probabile. Tra quanti? Dipende. Dopo una prima parte pianeggiante i corridori dovranno affrontare due volte un primo circuito di 24 chilometri, con la salita del Mieminger. Al termine del secondo giro si tornerà verso Innsbruck per raggiungere un secondo circuito di circa 18 chilometri, anch’esso da ripetere due volte. I corridori dovranno affrontare lo strappo di Götzens (4 km al 7%) e quello, ben più corto, che porta ad Axams.
Tappa 2: Telfs – Martell/Val Martello, 147,5 km

La seconda tappa porta già i corridori in Italia. Il tratto semplice dura 25 chilometri, poi la strada inizia a salire verso il Gpm di prima categoria di Piller Höhe (9,2 km al 6% di pendenza media). Dopo la discesa, un falsopiano di circa 25 chilometri porta verso la strada che conduce al Passo Resia (15,8 km al 3,4%).
A poco più di sei chilometri dal traguardo la strada torna a salire verso Val Martello. Ascesa dura, con una pendenza media dell’8%. Lo scollinamento è a 500 metri dall’arrivo, poi c’è una breve discesetta e un nuovo strappo.
Tappa 3: Latsch/Laces – Arco, 174,5 km

La terza tappa del Tour of the Alps 2026 parte all’ingiù. Poi, dopo 26 chilometri però inizia il Passo Castrin (22,2 km al 5,7%), punto più alto della corsa a quota 1.586 metri. Da lì iniziano 130 chilometri complicati. Si sale e si scende senza soluzione di continuità. Il Gpm di Andalo (14,4 km al 5,4%) non è difficile, come non lo sono le salite del Passo del Ballino e quella che porta a Tenno. I chilometri in salita però si sommano. Ad Arco si arriva dopo una lunga discesa e un po’ di pianura lungo un circuito di circa 15 chilometri che punta verso Riva del Garda per poi tornare indietro.
Tappa 4: Arco – Trento, 167,8 km

Tappa di 167,8 chilometri e 3600 metri di dislivello. E con una partenza subito in salita. Il Passo Bordala (14,8 km al 6,9%), è tosto, non impossibile. Dopo lo scollinamento, una discesa veloce conduce nella valle dell’Adige. Poco fuori Mattarello inizia l’ascesa che porta a Vigolo Vattaro, nemmeno considerata Gpm, ma salita.
Dopo 85 chilometri i corridori saranno in cima al Passo del Redebus: 12,9 km al 6,8%.
Non è finita qui. Perché dopo la discesa inizia il tratto meno difficile per dislivello ma più complicato da lettere. Le salite verso Brusago, con i primi tre chilometri costantemente in doppia cifra, e quella verso Pogo, sono corte, ma insidiose. Il finale è in falsopiano.
Tappa 5: Trento – Bolzano, 128,6 km

Da Trento a Bolzano può essere una passeggiata in bicicletta lungo l’Adige. Al TotA l’hanno resa assai più complicata.
Dopo appena cinque chilometri dalla partenza, la strada sale verso Palù di Giovo, dove è posto lo sprint intermedio, Da Caldaro inizia l’ascesa verso il villaggio di San Nicolò, conosciuta come l’Alta di Caldaro, GPM di seconda categoria (4,4 km al 6,6%).
Raggiunta Bolzano per la prima volta, quando mancano ancora 50 chilometri all’arrivo, si sale poi verso San Genesio, ma dopo i primi 3,5 chilometri di salita deviano a sinistra per affrontare un circuito di 19 chilometri da ripetere due volte, caratterizzato dal Gpm di prima categoria di Montoppio (9,2 km al 6,2%). Allo scollinamento si incontrano tre chilometri di saliscendi tortuosi prima della discesa finale, velocissima, che porta al traguardo di Bolzano.
Chi c’è al via e i favoriti
Un anno fa il TotA lo vinse Michael Storer. Partirà con il numero 1 e al solito, va così con l’australiano da non favorito. Il corridore della Tudor è imprevedibile, capace di tanto, non tutto, e di niente. Per questo quando corre sa appassionare. Thymen Arensman, Derek Gee-West, Tom Pidcock e Giulio Pellizzari hanno più possibilità di tornare a casa con la maglia di capoclassifica. Per il corridore italiano è questa un’occasione importante per capire a che punto è la gamba per il Giro.
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