Tour of the Alps 2026, Pidcock corregge la rotta

Tour of the Alps 2026, Pidcock corregge la rotta

22/04/2026 0 Di Angelo Iannucci

La strada che portava ad Arco, all’arrivo della terza tappa del Tour of the Alps 2026 (qui la guida completa a tutte le tappe della corsa) era tutto fuorché docile: salite lunghe, discese nervose, oltre 3.600 metri di dislivello e un continuo saliscendi non durissimo ma parecchio fastidioso. Un terreno buono per qualche colpo di testa, per qualche avventura coraggiosa. E invece, come spesso accade in aprile, la corsa ha scelto un’altra lingua: quella dell’attesa, della resa dei conti negli ultimi metri.

Nel gruppo dei migliori c’era chi doveva difendersi, chi costruire e chi, soprattutto, doveva riscattarsi. Il giorno prima, la crisi. Le gambe vuote, il dubbio che torna a bussare proprio quando credevi di averlo lasciato indietro. Per Tom Pidcock, questa tappa non era solo una frazione: era una risposta.

Davanti si muove la corsa, come sempre. Tentativi, scatti, uomini che provano a sorprendere il copione. Ma le squadre dei favoriti controllano, misurano, calcolano. Nessuno vuole concedere troppo su un terreno che può ancora esplodere. Così, chilometro dopo chilometro, il gruppo si assottiglia, si sgrana, ma non si rompe mai davvero.

Quando la strada spiana verso il Garda, il destino della tappa è ormai segnato: sarà uno sprint, ma da gambe pesanti, da uomini che hanno già scalato montagne. Uno sprint per corridori completi. E lì, in quel momento sospeso, riappare Pidcock. L’inglese era sparito ieri, si è riaffacciato oggi tra i primi. Si è mosso d’istinto, ha trovato la ruota giusta, aspettato l’istante esatto.

Pidcock parte secco, senza esitazione. È uno sprint lungo tanto quanto un ricordo da cancellare, violento, quasi rabbioso, almeno da parte sua. Rabbia per quello che è stato: la caduta di qualche settimana fa, il rientro anticipato, la giornata storta.

Pidcock ha preso la testa prima dell’ultima curva, ha superato il traguardo nella stessa posizione davanti a Tommaso Dati – un gran bel corridore che meriterebbe un squadra di rango superiore a quello del Team Ukyo, come mai nessuno in Italia se ne era accorto prima del suo talento? – e Bernal.

Quella di Tom Pidcock non è solo una vittoria. È una correzione di rotta. Ieri la crisi, oggi il trionfo.

Il Tour of the Alps continua, la generale resta aperta, le montagne devono ancora dire molto. Pidcock questo Tour of the Alps non lo vincerà, troppi i 6 minuti e 46 secondi che ha di ritardo, potrebbe però essere l’uomo capace di animare la corsa. Intanto domani Giulio Pellizzari (grazie alla vittoria di ieri) ripartirà con addosso la maglia di leader della generale.

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