Tour of the Alps – La libertà gentile di Alessandro De Marchi

Tour of the Alps – La libertà gentile di Alessandro De Marchi

16/04/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Quando pedala avanti al gruppo, in fuga dal gruppo – e accade spesso – Alessandro De Marchi non lo fa mai con la disperazione del braccato. Il suo pedalare è libero, ardente, ma si fonda soprattutto sulla certezza che tutto ciò che sta facendo, ossia ciò che nel ciclismo è più duro e rischioso: l’evasione dallo status quo, non è altro che l’unica cosa giusta da fare. O almeno per uno come lui. 

C’è in lui consapevolezza, non disperazione. La consapevolezza che a rischiare, spesso non si raccoglie niente, ma quando si raccoglie è gioia più intensa, quella di chi sa di essersela guadagnata tutta, e con gli interessi, la soddisfazione che prova. 

Alessandro De Marchi ha passato una carriera intera a tentare di fuggire dal gruppo. E quando non è riuscito si è messo sempre a disposizione degli altri, perché in fondo la fuga e il gregariato sono concetti opposti ma collimanti, come quello di ladro e guardia. Sono l’yin e l’yang della cultura ciclistica: se ne nessuno fugge, nessuno deve inseguire, ma dato che qualcuno fugge sempre ecco che a qualcuno tocca inseguire e non c’è miglior inseguitore di chi sa cosa vuol dire fuggire. 

Se non si è fuoriclasse, ecco che il ciclismo si trasforma in uno sport nel quale serve interpretare un ruolo – anche il fuoriclasse in realtà interpreta il ruolo del fuoriclasse – e Alessandro De Marchi non si è mai tirato indietro. Qualunque maschera gli è stata affidata, lui ha cercato di fare del suo meglio per entrare nel personaggio. E lo ha fatto sempre alla sua maniera, con la gentilezza e la pacatezza di chi sa che la bicicletta è un mezzo stupendo, ma che alla bicicletta ci si deve concedere in modo totale, assoluto. 

L’unico ruolo che non riesce a interpretare Alessandro De Marchi è quello del vincente. Anche quando vince, come oggi nella seconda tappa del Tour of the Alps 2024 (al termine di una lunga fuga assieme a Patrick Gamper, Yuma Koishi, Atsushi Oka, Simon Pellaud e Lukas Pöstlberger), Alessandro De Marchi ha mantenuto la pacatezza, la gentilezza, la tranquillità di chi sa che in fondo vincere è meraviglioso, ma è solo una parte del tutto, che domani ci sarà ancora strada da fare, fughe da prendere, mattate da compiere, ma sempre con raziocinio e tranquillità. La tranquillità di chi pedala libero, indipendente da tutto, dalle vittorie sfiorate, dalle gioie (e dalla maglia rosa) e dalle delusioni provate. 

Tour of the Alps, l’ordine d’arrivo della seconda tappa e la classifica generale

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