Un Codice della strada contro le biciclette
20/11/2024Tutto quello che cambia, in peggio, per le biciclette con il nuovo Codice della strada voluto da Matteo Salvini
Cosa abbiano fatto le donne e gli uomini che pedalano al ministro Matteo Salvini non lo sa nessuno. Chissà forse un amichetto lo ha fatto cadere da piccolo. Forse ha rosicato perché c’era qualcuno che ha aveva una bicicletta più bella della sua. O forse chissà c’ha messo un secolo a pedalare e ha vissuto tutto questo con estrema vergogna. Ipotesi tante, nessuna certezza. Fatto sta che quando è diventato ministro delle Infrastrutture, con la scusa di “salvare vite”, che ovviamente “è una missione che deve coinvolge tutti, ogni giorno, oltre ogni schieramento politico”, ha fatto in modo di dimostrare che le vite da salvare sono quelle inscatolate nelle lamiere di un’automobile, non certo quelle pedalanti.
Il nuovo Codice della strada diventato legge dopo il voto al Senato se ne frega altamente dei ciclisti. Anche se si può fregiare del tanto bello quanto inutile “obbligo della distanza di sicurezza di un metro e mezzo” da mantenere nel sorpasso delle bici. Norma che è una presa in giro già nel testo del ddl con un inciso: “Ove le condizioni della strada lo consentano”. Che vuol dire una cosa soltanto: quasi mai.
Non solo il ministro Salvini ha reso, con la direttiva ministeriale del 2 febbraio 2024, molto, ma molto, più complesso l’iter burocratico per fare evolvere una città in una città 30 (come avevamo spiegato qui – qui invece trovate una guida per capire per bene di cosa si parla quando si parla di città 30), ma pone dei paletti per incentivare la mobilità a pedali.
Il nuovo Codice della strada per prima cosa prende a mazzate la legge 120 del 2020. È quella che aveva agevolato i Comuni di realizzare opere a basso costo e dalla provata efficacia, come la corsia ciclabile e la “casa avanzata” di fermata per le bici, e accorgimenti regolatori, come il doppio senso ciclabile, solamente grazie a una serie di precise indicazioni tecniche e segnaletiche. Per non parlare della possibilità di imporre su alcune strade l’obbligo per i conducenti di veicoli a motore di dare la precedenza ai ciclisti. In Germania si chiamano fahrradstraße, ma si trovano praticamente ovunque in Europa. Questa possibilità verrà sostituita da un generico e obbligo di prestare attenzione. Nessun problema per gli automobilisti: tanto nessuno vede i ciclisti che investe.
In pratica il nuovo Codice della strada congela la possibilità di fare tutto quello che si poteva facilmente fare sino a ieri. Ora servirà aspettare un (fantomatico) regolamento per le corsie ciclabili e un aggiornamento del regolamento di esecuzione del Codice che chissà quando (e se) arriverà.
In ogni caso i sindaci potranno realizzare corsie ciclabili solo e soltanto quando c’è l’impossibilità accertata di creare una pista ciclabile fuori dalla carreggiata. E i comuni non potranno decidere nemmeno se posizionarla, per esigenze di traffico, al centro o alla sinistra della carreggiata: solo a destra, in linea con il governo.
Non basta. La riforma voluta da Matteo Salvini impedisce anche ai comuni di dare la possibilità ai ciclisti di pedalare sulle corsie riservate ai mezzi pubblici. Per quanto riguarda la “casa avanzata” essa sarà possibile realizzarla, previo via libera ministeriale, sono nelle strade a unica corsia e dotate di corsia o pista ciclabile.
In pratica il segretario del partito che vuole più di ogni altro l’autonomia toglie ai comuni la possibilità di gestire la loro mobilità urbana.
Il Codice della strada di Salvini è un trionfo per gli automobilisti à la Vittorio Feltri. Quelli che dicono, senza alcuna vergogna, “i ciclisti mi piacciono solo quando vengono investiti”.


Praticamente non cambia nulla ,se non in peggio . L’anno scorso a Dicembre sono stato investito da un auto mentre pedalavo con amici su una pista ciclabile ( 2 vertebre fratturate) anche quelle esistenti sono fatte male e mal tenute se non addirittura abbandonate all’incuria ,come al solito tante promesse prima delle elezioni ,mai o….mal ….mantenute dopo ,e wuesto vale per tutti i partiti di tutti i colori
Da ciclista ho letto con interesse l’articolo pubblicato. Non ho capito nulla.
Io invece io invece mi sono trovato un ciclista sul cofano in contromano che si è fatto male, l’ho soccorso e mi sono dovuto pagare i danni perché non assicurato, nullatenente etc.
A Salvini i ciclisti non hanno fatto niente. La sua è semplice propaganda politica, mirata a conquistare la feccia italica, ammaestrata a fare proprie le lotte contro i capri espiatori messi in circolazione, appunto, da questa schifosa propaganda politica. Chi altri potrebbe votare un niente pari a Salvini se non i più stupidi in circolazione. Quali promesse, poi mantenute, ha fatto il Salvini? La secessione? L’abbassamento dell’età pensionabile? Cosa? È visto che è incapace di realizzare qualsiasi promessa fatta in campagna elettorale, deve pure trovare qualche fesso che lo vota e lo mantiene seduto sulla sua poltrona d’oro. Ed in Italia di fessi ce ne sono milioni.
buon giorno
Pienamente d’accordo. purtroppo la politica è una farsa continua da sempre
le scusanti per chi sale al governo sono sempre le stesse ma di concreto per i cittadini assolutamente Nulla.
Giustissimo ciò che stanno facendo, le biciclette in una città come Milano sono un problema.
Eh, bada però, che mo che ti ritira la patente forse ti servirà la bici. Babbuina
Era ora che prendessero dei provvedimenti si sentivano già i padroni delle strade.
Sig.Battistuzzi,visto da come comincia e finisce il suo scritto che più un commento mi pare una schifezza di articolo anti governo attuale,dato che se il nuovo codice è passato per legge si capisce che sia lei che i vari commenti idioti al seguito del suo articolo,mirano solo alla mera critica odiosa,senza tener conto dell’impegno che attualmente il governo cerca di mettere toppe a tutto il trascorso di anni passati e sappiamo con che governo. Quindi fatene una ragione e tante pedalate sicure a tutti.
[…] status quo, in fondo non va poi così male. “Il nuovo Codice della strada ci dice solo una cosa: le strade sono delle auto e per gli altri non c’è posto”. E non solo. “Le modifiche vanno verso la colpevolizzazione, la mostrificazione di chi guida, […]