L’avversione di Trump per le ciclabili negli Usa

L’avversione di Trump per le ciclabili negli Usa

20/02/2026 0 Di Giovanni Battistuzzi

Che ci sia qualcosa di incoerente e incomprensibile negli Stati Uniti di Donald Trump è lapalissiano. E lo è in molti ambiti della società: dalla sicurezza all’economia, dalla salute alla gestione della collettività. Lo si vede ora anche nella gestione della mobilità.

Tutto questo si riflette anche nel settore della mobilità, settore nel quale, dalla pandemia in poi, ha trovato un piccolo spazio, ma in continua crescita, la ciclabilità. Soprattutto nelle grandi città. Nel 2024 sono stati 112 milioni gli americani, circa il 35% di quelli dai tre anni in su, ad aver utilizzato la bicicletta almeno una volta in un anno, circa 69 milioni, circa il 21% della popolazione dai tre anni in su, ad averla utilizzata almeno una volta al mese, 39 milioni, l’12,2%, ad usarla quotidianamente. Numeri non da poco. Soprattutto se si considera che sono cresciuti di sei volte dal pre-Covid 19. Il trend però era già in netta crescita già prima della pandemia.

Numeri che soprattutto contraddicono la retorica trumpiana che vuole gli Stati Uniti un paese che deve preoccuparsi solo di automobili perché l’automobile è il solo mezzo di trasporto utilizzato dalla popolazione (oltre all’aereo).

A rischio i finanziamenti per le infrastrutture ciclabili

I finanziamenti per le infrastrutture ciclabili, e con questi i miglioramenti nella mobilità urbana delle grandi città, rischiano di sparire. E questo nonostante una fetta non cospicua ma nemmeno marginale della popolazione inizi a chiedere più attenzione alla mobilità urbana.

Il Congresso nel redigere il prossimo disegno di legge nazionale sui trasporti, ha completamente ignorato la ciclabilità, depennandolo quasi completamente. Per questo diversi importanti marchi di biciclette e componentistica per bici (tra questi Shimano , SRAM, DT Swiss, Trek, Lauf Cycles, Brompton Bicycle Inc., Cane Creek Cycling Components e TIME Bicycles) ha avvisato l’opinione pubblica che gli investimenti federali in piste e corsie ciclabili, ciclovie e programmi di sicurezza stradale potrebbero subire tagli significativi.

All’appello si sono unite, in poco tempo, più di 1.100 organizzazioni. Aziende e associazioni hanno inviato una lettera aperta alla Commissione per i trasporti e le infrastrutture della Camera e della Commissione per l’ambiente e i lavori pubblici del Senato. Ripensateci, è la richiesta.

Negli Stati Uniti c’è un problema di sicurezza stradale

“Il futuro dei programmi federali che investono in infrastrutture sicure per pedoni e ciclisti è a rischio proprio quando ce n’è più bisogno”, c’è scritto nella lettera. Anche perché da quando si è insediata, l’Amministrazione Trump ha già tagliato i fondi per la mobilità sostenibili. E la mortalità sulle strade è cresciuta molto più del trend degli ultimi anni (che era già crescente). Rispetto al 2010 gli incidenti mortali che hanno coinvolto ciclisti sono aumentati del 62%. Una crescita che però deve tenere conto che rispetto al 2010 il numero di ciclisti urbani è aumentato del 99%.

Nell’ultimo anno però si è anche impennato il numero di pedoni deceduti a causa degli automobilisti. “Ogni giorno in questo paese, venti persone muoiono camminando. Non è il momento di eliminare i finanziamenti federali”, scrivono nella lettera a Camera e Senato.

E tutto questo accade proprio mentre gli Stati Uniti provano a riportare il grande ciclismo in America. USA Cycling (la federazione americana), con l’approvazione dell’Amministrazione Trump, ha iniziato a muoversi per riportare il grande ciclismo negli Stati Uniti. Donald Trump però sembra essersi dimenticato dell’epoca nella quale organizzò il Tour de Trump.