La strada che porta al velodromo di Spresiano

La strada che porta al velodromo di Spresiano

04/12/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

La via che porta all’unica cosa che manca davvero ai (super) Mondiali di ciclismo del 2031 in Trentino – quelli che uniscono tutte le forme della bicicletta, dalla strada alla pista passando per la mountain bike – e all’Italia della pista è iniziata il primo dicembre. Perché il primo dicembre sono stati pubblicati i due bandi, uno per la demolizione di una parte di quanto era già stato realizzato tra il 2018 e il 2019 dall’azienda edile Pessina prima del fallimento, il secondo per l’effettiva realizzazione del velodromo di Spresiano, l’impianto che ospiterà le gare su pista della rassegna iridata. Secondo i piani della Federazione il velodromo, quello che darà finalmente una casa vera al ciclismo su pista italiano e riportare i grandi eventi della disciplina nel nostro paese, dovrebbe essere concluso entro la fine del 2028.

A Treviso Today, il sindaco di Spresiano, Marco Della Pietra, ha tracciato l’iter che porterà alla (finalmente) definitiva costruzione dell’impianto. “Entro il 15 di gennaio dovranno essere presentate le offerte e poi ci sarà qualche mese per valutare i progetti esecutivi. Poi partiranno il bando sia per l’esecuzione sia per la gestione del velodromo. Indicativamente verso aprile o maggio del prossimo anno avremo anche gli altri due bandi e possiamo dire che finalmente riparte il tutto”.

Quella del velodromo di Spresiano è una storia lunga e complicata, una storia italianissima.

Dell’impianto si iniziò a parlare nel 2004. All’epoca la Fassa Bortolo era una delle squadre più forti in circolazione (era la squadra di Marzio Bruseghin, Fabian Cancellara, Alessandro Petacchi, Pippo Pozzato) e l’azienda era ancora interessata a puntare sul ciclismo (qualche caso di doping di troppo fece cambiare i piani). Nel 2007 il ministero delle Politiche giovanili e attività sportive del governo Prodi II avallò la costruzione. Il governo Berlusconi IV, che entrò in carica nel maggio di quell’anno, la confermò e approvò definitivamente, attraverso un finanziamento in partenariato pubblico-privato.

I lavori iniziarono nel 2018. Nell’estate del 2019 tutto si bloccò. La Pessina Costruzioni, l’azienda milanese che vinse il bando per la costruzione e gestione dell’impianto, presentò al Tribunale di Milano richiesta di ammissione al concordato preventivo in continuità aziendale. Tutto si fermò. E si rischiò che i lavori non riprendessero più. A lungo si disse che riprendere i lavori sarebbe costato troppo, visto che il progetto sarebbe stato da riprendere completamente per mano.

Eccesso di pessimismo. “Abbiamo recuperato circa il 70 per cento delle opere già edificate, per completare poi il resto con il nuovo progetto”, ha detto Marcello Tolu, segretario generale della Federazione ciclistica italiana. “I tempi sono scritti anche in accordo di programma. Quindi al netto del fatto che le procedure hanno dei giorni previsti come da codice degli appalti. I lavori dovrebbero concludersi entro la fine del 2028”. E servirà essere puntuali visto che è “uno anche dei cardini fondamentali della candidatura per i Mondiali del 2031”.

La strada intrapresa sembra quella giusta.

Ancor più giusta è la scelta di realizzare un percorso ciclopedonale tra via Lovadina a Carbonera e via Gasparotto Vecellio a Spresiano, lì dove ci sarà il velodromo. Poco più di quattro chilometri. Necessari però a unire il percorso ciclopedonale che già c’è al luogo dove sorgerà il velodromo e che quindi permetterà di arrivare al velodromo da Treviso direttamente in bicicletta.

L’intento è buono. La speranza è che i nuovi lavori spingano la giunta di Treviso a intervenire per modernizzare quanto già c’è. Molte migliorie possono essere fatte anche a un costo assai contenuto.

Anche perché gli interventi potrebbero diventare una variante della ciclovia München-Venezia. Il percorso, inaugurato nel 1972, negli ultimi anni ha quintuplicato le presenze rispetto al 2020, segnando record di percorrenza anno dopo anno.