Ganna e Beckett alla Volta ao Algarve 2025

Ganna e Beckett alla Volta ao Algarve 2025

19/02/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

Scriveva Samuel Beckett che “nell’osservare la realtà che ci sta attorno, dentro la quale ci muoviamo, pensiamo, viviamo, amiamo, moriamo e ci ostiniamo a resistere, ci imbattiamo in circostanze che sfidano la nostra capacità di comprendere il senso delle cose. Avvenimenti tanto implausibili da sfidare la nostra capacità di leggere il reale”. L’assurdo, il suo assurdo almeno, non è altro che l’esasperazione di tutto questo.

Samuel Beckett tutto questo lo preferiva cogliere in sella a una bicicletta, perché in sella a una bicicletta “il mondo si accelera e possiamo imbatterci in più fatti capaci di strapparci un sorriso”.

Avrebbe sorriso Samuel Beckett oggi se fosse stato in sella a una bicicletta a Lagos, in Portogallo, lì dove terminava la 1a tappa della Volta ao Algarve 2025.

Ultime centinaia di metri della corsa. In testa al gruppo le squadre dei velocisti affrontano con cautela un paio di rotonde, nessuno si prende la responsabilità di lanciare lo sprint, c’è smarrimento. A tal punto che nessuno si prende la briga di fare attenzione ai giudici di percorso che in modo assai timido, va detto, dicono ai corridori di girare a destra e non andare dritti. Loro vanno dritti. Ed è la strada sbagliata.

Il primo a capire l’assurdità della situazione e l’errore del gruppo è Filippo Ganna, che scatta, accelera, rimane solo, vince.

Sorride a braccia alzate Filippo Ganna. Ne ha ben donde. Perché se chi resta in piedi ha sempre ragione, ha sempre ragione anche chi non sbaglia strada. Anzi no. Gli organizzatori hanno annullato tappa. Per Ganna un contentino: domani vestirà la maglia di leader della classifica.

Sorride, ed è giusto sorridere. Anche se da sorridere non c’è nulla. Perché mentre lì, mentre i corridori passavano a oltre cinquanta all’ora, c’erano spettatori, gente a caso, un’ammiraglia con la portiera aperta. Poteva essere un disastro, ancor peggio del disastro rischiato all’Etoile de Bessèges. I corridori hanno rischiato di farsi male, molto male.

L’Uci invece di blaterare sulla sicurezza e prendersela con i gregari che esultano per la vittoria dei compagni, dovrebbero iniziare a pretendere che gli organizzatori facciano attenzione alla sicurezza dei corridori in corsa.