La liberazione di Ben Turner nella quarta tappa della Vuelta 2025

La liberazione di Ben Turner nella quarta tappa della Vuelta 2025

26/08/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

Ben Turner ha tagliato urlando il traguardo di Voiron, quello della quarta tappa della Vuelta 2025 (qui trovate la guida completa al percorso). Un grido che più di gioia era di sorpresa e liberazione. Un urlo di consapevolezza, quella di un ragazzo che ha capito, in quell’istante, di aver finalmente raggiunto quello che spesso gli era sfuggito per un’inezia o per troppo lavoro per altri: la vittoria in un grande giro. Perché per un gregario come lui, abituato a lavorare nell’ombra, vincere significa scoperchiare anni di sacrifici e chilometri spesi per aiutare i compagni. La sua voce, nel frastuono della gente e degli speaker, è apparsa come l’unico suono possibile in quel momento e in quel luogo.

La giornata era iniziata in salita, sotto le cime delle Alpi italiane e francesi. Le prime rampe che portano Exiles hanno svegliato il gruppo in fretta. Poi è toccato a Montgenèvre e Lautaret. Montagne che questa volta però sembravano più silenziose del solito. Sono (quasi) sempre state spettatrici di una festa ciclistica che si apprestava a esaurirsi per chilometri, questa volta sono state l’antipasto. Ai lati della strada meno persone del solito. Quasi tutte con giacche a vento e termos di caffè, che applaudivano corridori destinati a una lunga esplorazione della pianura che conduceva a Voiron. Lì dove la folla si è animata di bandiere rosso Vuelta e bambini e adulti in cerca di un ricordo fosse una foto, un tascapane o una borraccia.

Il finale, a Voiron, aveva il sapore di festa di provincia. Striscioni appesi male tra i lampioni, tavolini dei bar stipati di spettatori, birre a bordo strada. Tutto il gruppo sapeva che si sarebbe deciso lì, sul rettilineo che saliva verso lo striscione d’arrivo. Non ce la fanno gli spagnoli a sopportare un arrivo pianeggiante. È lì, quando sembrava che la scena fosse pronta per i soliti nomi, che Ben Turner è saltato fuori dal gruppo, ha preso la testa della corsa e non l’ha più mollata. È lì che ha beffato, Jasper Philipsen ed Edward Planckaert, che ha tirato la volata al compagno un po’ troppo a lungo, tanto da piazzarsi terzo.

Intanto, dietro l’urlo del vincitore in maglia della INEOS Grenadiers, la classifica generale cambiava ancora. David Gaudu ha indossato la maglia rossa con discrezione. La sua corsa è stata tutta equilibrio, piazzamenti, piccoli dettagli. Ma in una Vuelta che ancora deve svelare le montagne vere, questo basta a stare davanti, con Vingegaard lì, incollato a pari tempo, a ricordare che il duello è solo all’inizio.

Gaudu in maglia rossa alla Vuelta 2025
Foto Unipublic/Rafa Gómez/Sprint Cycling Agency

La quarta tappa non è stata un’epopea, ma una storia di ciclismo quotidiano: strade di montagna, discese lunghe, paesi che si stringono attorno alla corsa per un giorno, e infine uno sprint che regala la ribalta a chi di solito resta nell’ombra.

Turner ha urlato la sua gioia, e in quel grido c’erano non solo i duecento chilometri pedalati, ma tutte le strade anonime che aveva percorso prima, lontano dai riflettori.

Così all’arrivo della quarta tappa della Vuelta 2025

Results powered by FirstCycling.com