Vuelta 2025, la guida tappa per tappa
18/08/2025Da sabato 9 agosto a domenica 14 settembre si corre la Vuelta a España 2025. Le altimetrie, i tranelli e tutto quello che c’è da sapere sulla corsa che inizia dalla reggia di Venaria
La Vuelta a España 2025 parte dall’Italia, dalla reggia di Venaria e passa per la Francia, prima di rientrare in Spagna. È un collage di tappe magistralmente tracciate e frazioni prevedibili e disegnate con sufficienza.
La tre giorni (e mezza) italiana sarà storica, potrebbe non essere indimenticabile (gli organizzatori del Tour fecero molto meglio).
Il percorso della Vuelta 2025

Le tappe della Vuelta a España 2025
| 1a tappa | 23 agosto | Torino – Reggia di Venaria – Novara | 200 km |
| 2a tappa | 24 agosto | Alba – Limone Piemonte | 157 km |
| 3a tappa | 25 agosto | San Maurizio Canavese – Ceres | 139 km |
| 4a tappa | 26 agosto | Susa – Voiron | 192 km |
| 5a tappa | 27 agosto | Figueres – Figueres (cronometro individuale | 20 km |
| 6a tappa | 28 agosto | Olot – Pal | 170 km |
| 7a tappa | 29 agosto | Andorra la Vella – Cerler. Huesca La Magia | 187 km |
| 8a tappa | 30 agosto | Monzón Templario – Zaragoza | 187 km |
| 9a tappa | 31 agosto | Alfaro – Estación de Esquí de Valdezcaray | 195 km |
| 1 settembre | giorno di riposo | ||
| 10a tappa | 2 settembre | Parque de la Naturaleza Sendaviva – El Ferial Larra Belagua | 168 km |
| 11a tappa | 3 settembre | Bilbao – Bilbao | 167 km |
| 12a tappa | 4 settembre | Laredo – Los Corrales de Buelna | 143 km |
| 13a tappa | 5 settembre | Cabezón de la Sal – L’Angliru | 202 km |
| 14a tappa | 6 settembre | Avilés – Alto de la Farrapona | 135 km |
| 15a tappa | 7 settembre | A Veiga/Vegadeo – Monforte de Lemos | 167 km |
| 8 settembre | Giorno di riposo | ||
| 16a tappa | 9 settembre | Poio – Mos.Castro de Herville | 172 km |
| 17a tappa | 10 settembre | O Barco de Valdeorras – Alto de El Morredero | 137 km |
| 18a tappa | 11 settembre | Valladolid – Valladolid (cronometro individuale) | 26 km |
| 19a tappa | 12 settembre | Rueda – Guijuelo | 162 km |
| 20a tappa | 13 settembre | Robledo de Chavela – Bola del Mundo. Puerto de Navacerrada | 156 km |
| 21a tappa | 14 settembre | Alalpardo – Madrid | 101 km |
L’altimetria delle tappe della Vuelta 2025
1a tappa, 23 agosto – Torino – Reggia di Venaria – Novara, 200 km

Difficile che la prima tappa della Vuelta possa non finire in volata. C’è un solo Gran premio della montagna, quello della Serra (6,4 chilometri al 5,3%) e gli ultimi ventitré chilometri sono semplici semplici e i 2.700 metri finali sono rettilinei e pianeggianti.
(il racconto della prima tappa vinta da Jasper Philipsen)
2a tappa, 24 agosto – Alba – Limone Piemonte, 157 km

Seconda tappa, primo arrivo in salita della Vuelta 2025. La salita finale, quella che porta a Limone Piemonte, è lunga 7,6 chilometri è ha un pendenza media del 5,4%. Sarà difficile fare la differenza e rimanere solo, molto più probabile che si risolva in uno sprint tra pochi. Anche perché i primi centocinquanta chilometri sono facili: l’unica difficoltà è il Colle del Mortè, 1,5 chilometri al 5.9% di pendenza media.
3a tappa, 25 agosto: San Maurizio Canavese – Ceres, 139 km

La terza tappa è molto più complessa di quello che sembra. È corta, ma ci sono duemila metri di dislivelli da superare. E la gran parte concentrata negli ultimi novanta chilometri. Non ci sono salite impegnative da superare (quella che porta a Issiglio è lunga 6,4 chilometri e ha una pendenza media del 6%), ma una cinquantina di chilometri di continuo su e giù può logorare le gambe come e più di una salita. Il finale è all’insù.
4a tappa, 26 agosto: Susa – Voiron, 192 km

Dall’Italia si va in Francia. I primi ottanta chilometri della tappa sono particolarmente impegnativi. I corridori dovranno superare il Col del Monginevro (9 chilometri al 5,6 per cento) e il Col du Lautaret (9,2 chilometri al 5,2%). Dalla cima del Lautaret mancheranno 130 chilometri all’arrivo. Cosa accadrà da lì? Due gli scenari: se la corsa è stata dura e i velocisti sono rimasti parecchio indietro arriva facile la fuga; altrimenti le squadre dei velocisti rimasti in gruppo hanno tempo e modo di inseguire. Se nessuno prende in mano la situazione potrebbe essere la fortuna dei fuggitivi e la Vuelta uscire sconvolta già al quarto giorno.
(il racconto della quarta tappa della Vuelta)
5a tappa, 27 agosto: Figueres – Figueres (cronometro a squadre), 20 km

La Vuelta 2025 rientra in Spagna per una cronometro a squadre velocissima. Le squadre dovranno superare poco più di 100 metri di dislivello, niente. L’ultimo chilometro è in leggera salita.
6a tappa, 28 agosto: Olot – Pal, 170 km

È tempo di Pirenei per i corridori della Vuelta. I centosettanta chilometri della sesta tappa iniziano in salita. Da Olot si inizia subito a salire verso la Collada de Sentigosa, 11,3 chilometri al 4,1%. La seconda difficoltà di giornata, la Collada de Toses inizia al chilometro 42. È una salita lunga ma semplice, 24,8 chilometri con una pendenza media del 3,5%. Dopo una lunga discesa, i corridori entrano ad Andorra. L’Alto de la Comella (4,3 km al 7,5%) servirà a scaldare le gambe prima della salita finale che porterà a Pal dopo 9,7 chilometri al 6,4%.
[qui il racconto della sesta tappa della Vuelta 2025]
7a tappa, 29 agosto: Andorra la Vella – Cerler. Huesca La Magia, 187 km

Seconda tappa pirenaica alla Vuelta. Primi tredici chilometri in discesa, poi inizia il Port del Canto. È un salita di 25 chilometri con una pendenza media del 4,3%, ma è un dato fuorviante. La strada è molto irregolare: con due tratti assai difficili, che superano l’8% e diversi tratti pianeggianti. Dopo il primo Gpm ci sono poco meno di cinquanta chilometri facili. Poi la strada torna a salire. Per arrivare in cima al Puerto de Creu de Perves ci sono 23 chilometri abbastanza facili all’inizio, ma che si fanno più complicati negli ultimi sei. Il Coll d’Espina, 5,9 chilometri con una pendenza media del 6,5%, non farà danni. L’ultima salita, che porta a Huesca La Magia, è lunga 12,1 chilometri e ha una pendenza media del 5,9%. Ma anche per questa meglio non fidarsi dei numeri. È divisa in tre parti e presenta due tratti in discesa. La prima è lunga 3,2 chilometri al 9,2%, la seconda 2,7 chilometri al 9,8% e l’ultima è lunga circa 3 chilometri al 7%. I tratti di discesa tra il primo e il secondo tratto e tra il secondo e il terzo hanno solo il compito di rendere inutili i numeri.
[ecco come è andata la settima tappa]
8a tappa, 30 agosto: Monzón Templario – Zaragoza, 187 km

Altra occasione per i velocisti, la seconda dall’inizio della Vuelta. La volata sarà comunque da conquistare, perché l’inizio è tosto e negli ultimi venti chilometri ci sono due strappi che possono far male.
9a tappa, 31 agosto: Alfaro – Estación de Esquí de Valdezcaray, 195 km

Tappa interlocutoria con il finale in salita. I primi centosessanta chilometri sono un continuo su e giù logorante e nervoso. Poi la strada si limita a salire, prima piano piano, poi più intensamente. La salita che porta a Valdezcaray è comunque abbastanza semplice: 13,2 chilometri al 5,2%.
10a tappa della Vuelta 2025, 2 settembre: Parque de la Naturaleza Sendaviva – El Ferial Larra Belagua, 168 km

Vale il discorso fatto per la nona tappa. Solo che il finale è più tosto: la salita finale che porta alla stazione sciistica di Larra-Belagua è lunga 9,3 chilometri e ha una pendenza media del 6,3%. Chi vuole fare la differenza deve attaccare presto: i primi tre chilometri sono i più impegnativi, poi la strada si fa più facile.
[qui il racconto della decima tappa]
11a tappa, 3 settembre: Bilbao – Bilbao, 167 km

Ci sono sette salite classificate come Gran premi della montagna e sono salite non troppo lunghe, non troppo alte, però abbastanza ripide. Le prime cinque sono un aperitivo lungo 102 chilometri: Alto de Laukiz, Alto de Sollube, Balcón de Bizkaia, Alto de Morga. Anche il primo passaggio sull’Alto del Vivero (4,3 chilometri all’8,1%) potrebbe non essere decisivo. Il secondo invece è a una distanza giusta per provare il colpo: mancheranno 24 chilometri all’arrivo. L’ultima salita è l’Alto del Pike (2,1 chilometri al 9,4%): dalla cima all’arrivo ci sono 7,5 chilometri.
12a tappa, 4 settembre: Laredo – Los Corrales de Buelna, 143 km

Almeno sulla carta la dodicesima tappa della Vuelta sembra promettere bene. Tappa a lungo pianeggiante, ma intervallata da due salite toste: l’Alto de Alisas (8,3 chilometri al 6%) de la Collada de Brenes (6,6 chilometri all’8,3%). È tappa da interpretare e da corridori coraggiosi, buona sia per cacciatori di tappe che per gli uomini che puntano alla generale. Anzi, probabilmente solo ai primi però, il giorno dopo c’è l’Angliru.
13a tappa, 5 settembre: Cabezón de la Sal – L’Angliru, 202 km

Tappa lunga, che supera i duecento chilometri, centoquarantacinque dei quali semplici (anche se nelle Asturie la semplicità è assai relativa e quasi sempre molto caotica). Poi tutto si fa difficile (il finale è lo stesso della diciassettesima tappa della Vuelta del 2023), le gambe iniziano a soffrire e la testa inizia a dire “tranquillo il peggio deve ancora venire”. Perché l’Alto de Mozqueta (6,6 chilometri all’8,4%) e l’Alto de Cordal (5,4 chilometri al 9,3%) sono salite dure, ma poco più di un aperitivo rispetto a ciò che verrà dopo. Perché quello che verrà dopo è l’Angliru: 13,1 chilometri al 9,5%.
14a tappa, 6 settembre: Avilés – Alto de la Farrapona, 135 km

La quattrordicesima tappa potrà fare molti più danni della precedente in classifica generale. Un po’ perché l’Angliru è duro da salire, ma ancor più duro da digerire il giorno dopo, un po’ perché, al contrario del giorno precedente, la quattordicesima tappa della Vuelta 2025 prevede due salite lunghe e complicate: il Puerto de San Lorenzo (9,4 chilometri all’8,8%) e l’Alto
de la Farrapona (16,5 chilometri al 6,2%). Salite meno dure, ma nelle quali si può fare grandi distacchi. Attenzione agli ultimi 5,5 chilometri della salita finale: la pendenza media è del 10%.
15a tappa, 7 settembre: A Veiga/Vegadeo – Monforte de Lemos, 167 km

Meglio non sottavalutare la quindicesima tappa della Vuelta 2025. I primi cento chilometri sono difficili e senza possibilità di tirare il fiato. Se ci sono squadre disposte a fare corsa dura, hanno la possibilità di far saltare il gruppo, un gruppo che viene da una due giorni asturiana assai difficile.
16a tappa, 9 settembre: Poio – Mos.Castro de Herville, 172 km

Dopo il giorno di riposo i corridori dovranno pedalare 167,9 chilometri tosti con circa 3.500 metri di dislivello. Tappa, la sedicesima della corsa spagnola, che è una centrifuga che verrà accesa al chilometro 74. L’Alto de San Antoniño è lungo 9 chilometri, ha una pendenza media del 4%, e prevede una discesa difficile. L’Alto de Groba è lungo 11,3 chilometri, ha una pendenza media del 5,4% e anch’esso una discesa complicata. Che si trasforma in un rognoso su e giù pieno zeppo di strappi fastidiosi. Segue una rapida discesa, intervallata da diversi brevi strappi. L’Alto de Pradoè lungo 4,3 chilometri e ha una pendenza media del 8,8%. La cima è a circa 23 chilometri dal traguardo. Gran parte del percorso rimanente è in discesa. C’è però uno strappo di 1,7 chilometri al 6,4% offra una sfida di media difficoltà. L’ultima salita, quella che porta al Castro de Herville è lunga 8,2 chilometri e ha una pendenza media del 5,2%. Il tratto più duro è quello iniziale: 3 chilometri all’8,6%.
17a tappa, 10 settembre: O Barco de Valdeorras – Alto de El Morredero, 137 km

Tappa corta, per 134 chilometri abbastanza semplice. La salita finale è lunga ufficialmente di 8,8 chilometri con un pendenza media del 9,7%, ma in realtà inizia a salire quasi 10 chilometri prima, subito dopo aver attraversato il fiume Boeza. E non è salita facile. Prima dell’avvio ufficiale dell’ascesa finale i corridori dovranno superare un muro di 3,5 chilometri al 10,3%. Poi la strada spiana leggermente prima di riprendere a salire per altri 4,3 chilometri all’8,7%. C’è un breve tratto pianeggiante e leggermente in discesa prima che gli ultimi 8,8 chilometri salgano al 9,7%.
18a tappa, 11 settembre: Valladolid – Valladolid (cronometro individuale), 26 km

La seconda cronometro della Vuelta a España prevede un percorso quasi totalmente pianeggiante di 26 chilometri. Una copia esatta della cronometro individuale della Vuelta di due anni fa, quando Filippo Ganna riuscì a tenere testa a Remco Evenepoel.
19a tappa, 12 settembre: Rueda – Guijuelo, 162 km

Centosessantadue facili. Difficile sarà tenere la corsa chiusa per arrivare alla volata.
20a tappa, 13 settembre: Robledo de Chavela – Bola del Mundo. Puerto de Navacerrada, 156 km

La ventesima tappa della Vuelta 2025 è forse la tappa più dura della corsa. L’inizio è complicato con l’Alto de la Escondida (11 chilometri al 3,7%), il Puerto de la Paradilla (5,5 chilometri al 5,5%) in rapida sequenza. Prima dell’ultima salita ci sono altre due ascese intervallate da un lungo tratto mosso. Prima si salirà verso l’Alto del Léon (7,4 chilometri al 7,1%), poi il Puerto de Navacerrada (6,9 chilometri al 7,6%). La tappa arriverà in cima alla Bola del Mundo (12,5 chilometri all’8,5%).
21a tappa della Vuelta 2025, 14 settembre: Alalpardo – Madrid, 101 km

Centoundici chilometri, tanti saluti e una volata per chiudere in bellezza.
Chi c’è al via della Vuelta 2025
Data powered by FirstCycling.com

