Vuelta Andalucia 2026, quello che serve sapere
17/02/2026Dal 18 febbraio al 22 febbraio si corre la Vuelta Andalucia 2026. Le tappe, le altimetrie, i favoriti della corse a tappe spagnola
Dopo la Clásica Jaén, l’Andalusia è ancora protagonista. Dal 18 al 22 febbraio si corre la Vuelta Andalucia 2026, 72esima edizione della breve corse a tappe spagnola. Quest’anno il percorso è meno impegnativo rispetto a quello delle ultime edizioni. Una scelta degli organizzatori per renderla più incerta.
Chi c’è alla Vuelta Andalucia 2026
Tom Pidcock è il grande favorito della Vuelta Andalucia 2026. Un anno fa terminò al terzo posto, il percorso di quest’anno però sembra disegnato per lui. Jan Christen e Pavel Sivakov guideranno il UAE Team Emirates. Saranno avversari tosti e in più avranno a loro fianco Tim Wellens, che non è detto sia alle loro dipendenze. Il belga è in grande forma e su di un percorso del genere potrebbe dire la sua anche per la classifica generale. In gruppo ci saranno anche Iván Romeo e Johannes Kulset. Alla Vuelta Andalucia farà il suo debutto stagionale Romain Grégoire.
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Le tappe della Vuelta Andalucia 2026
| 18 febbraio | 1a tappa | Benahavís – Pizarra | 150.1 km |
| 19 febbraio | 2a tappa | Torrox – Otura | 138.6 km |
| 20 febbraio | 3a tappa | Jaén – Lopera | 180.9 km |
| 21 febbraio | 4a tappa | Montoro – Pozoblanco | 166 km |
| 22 febbraio | 5a tappa | La Roda de Andalucía – Lucena | 167.8 km |
Le altimetrie delle tappe della Vuelta Andalucia 2026
18 febbraio: 1a tappa: Benahavís – Pizarra, 150.1 km

La corsa inizia a Benahavís. La prima tappa inizia in salita. Nei primi ottanta chilometri ci sono tre salite, la prima lunga oltre quindici chilometri. Nessuna è durissima, ma di danni ne possono fare. In totale ci sono 2.700 metri di dislivello in 150 chilometri. Il finale è abbastanza semplice, gli ultimi trenta chilometri sono pressoché pianeggianti. Ci sarà uno sprint di gruppo? Probabile, ma non certo.
19 febbraio, 2a tappa: Torrox – Otura, 138.6 km

La seconda tappa è l’opposto della frazione d’apertura. Avvio tranquillo, poi si inizia a salire. Il Puerto de la Cabra è una salita lunga, 25 chilometri, ma pedalabile, pendenza media al 4,6%. Qualche danno però lo potrebbe fare. Dalla cima mancheranno 76 chilometri al traguardo. Da lì in poi si entra in un lungo altopiano. Ci sono due salite da affrontare, nessuna difficile e moltissimi strappi. Il finale è in leggera salita.
20 febbraio, 3a tappa: Jaén – Lopera, 180.9 km

Al contrario delle due prime due frazioni, la terza tappa della gara non presenta lunghe salite. Di pianura non ce ne è però, è tutto un susseguirsi di strappi. Gli ultimi chilometri che portano a Lopera sono complicati. Tappa difficilissima da controllare.
21 febbraio, 4a tappa: Montoro – Pozoblanco, 166 km

Evitare la volata a Pozoblanco sarà difficile. La quarta tappa parte è la meno dura della Vuelta Andalucia. L’unica grande difficoltà è l’Alto de Espanares, che termina al ventottesimo chilometro. Dopo c’è poca pianura, un su e giù continuo. Ma nulla di problematico. L’ultimo chilometro è in leggera salita.
22 febbraio, 5a tappa: La Roda de Andalucía – Lucena, 167.8 km

La Vuelta Andalucia 2026 si chiude con la tappa più spettacolare. Il circuito finale è complicato: i corridori dovranno superare due volte l’Alto de la Primera Cruz, 2,8 chilometri al 5,9%. L’ultimo passaggio in cima è a 4,7 chilometri dall’arrivo. La discesa è insidiosa, potrebbe creare più selezione della salita.

