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Mathieu van der Poel e la neve nel ciclocross

van der poel neve

C’è qualcosa di ingiusto eppure magnetico quando la neve fiocca sui circuiti di ciclocross. Ingiusto per la dignità del fango, re incontrastato di quelle corse; per tutte quelle tonalità di marrone che si attaccano su maglie e volti dei corridori trasfigurandoli, rendendoli statue di terra.

Il ciclocross è disciplina sporca, per terreno certo, ma anche per pedalata. L’eleganza del muovere i pedali e del stare in sella non sempre è necessaria, quasi mai conduce alla vittoria. Ovviamente, le eccezioni ci sono: una su tutte, Mathieu van der Poel.

E ci voleva proprio Mathieu van der Poel per trasformare quella neve che ha tinto di bianco lo Zilvermeercross a Mol in qualcosa di naturale, quasi necessario. Magnetica come è magnetico l’incedere in bicicletta del campione olandese. Lo sfondo migliore – blasfemia ne sono conscio – per il suo nuovo, ultimo (almeno per ora), successo.

Siamo abituati ormai a questo, alla capacità di Mathieu van der Poel di mutare, forse irrimediabilmente, le nostre opinioni e convinzioni. C’è riuscito una volta di più.

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