Mondiali di ciclismo 2024 – L’anticipo di Lorenzo Mark Finn

Mondiali di ciclismo 2024 – L’anticipo di Lorenzo Mark Finn

26/09/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Al termine delle prime uscite d’allenamento con il Team GRENKE – Auto Eder, che altro non sarebbe che la sezione giovanile della Red Bull – BORA – hansgrohe, il direttore sportivo Christian Schrot ha sussurrato quello che in italiano si potrebbe tradurre con un ullallà, un urca o similari. L’espressione di stupore era rivolto nei confronti di Lorenzo Mark Finn. Che avesse talento lo sapevano bene, non l’avrebbero ingaggiato altrimenti. La realtà, o quanto meno il primo impatto, però superava pure le aspettative. “Va forte e da quello che ho potuto vedere ha anche la testa giusta per fare bene”, disse Schrot.

In Germania credevano di aver ingaggiato uno scalatore, scoprirono quasi subito di avere a che fare con un corridore che poteva andare forte su ogni terreno. Il meglio lo riservava però quando la strada saliva, soprattutto quando si impennava violentemente.

In Germania Lorenzo Mark Finn ha iniziato a capire davvero quale sarebbe potuto essere il suo posto nel ciclismo. Ha preso le misure con l’Europa, con il fatto di non essere trattato da possibile salvatore di una nazione con un grande passato ciclistico e un presente quanto meno claudicante. Ha soprattutto fatto i conti con l’evoluzione del suo fisico e della sua testa. Entrambi buonissimi, dicono.

Al Team GRENKE – Auto Eder si aspettavano una buona stagione. La buona stagione è arrivata. Sempre lì nelle posizioni che si confanno a uno come lui, qualche ottima prestazione, due vittorie, oltre ai campionati italiani a cronometro e in linea. Soprattutto la consapevolezza di non essere davvero inferiore a quel fenomeno potenziale che è Paul Seixas. Lo si è visto all’ultimo Giro della Lunigiana.

Tutto bene, meglio di come era lecito aspettarsi, pensavano in Germania.

Poi è arrivato il 26 settembre 2024, e quel bene si è evoluto in benissimo. Forse più di benissimo. Dai Mondiali di Zurigo 2024 Lorenzo Mark Finn se ne tornerà a casa con la maglia di campione del mondo, quella riservata al vincitore della prova degli Juniores. Era dal 2009, dai Mondiali anch’essi svizzeri di Mendrisio che un italiano non riusciva a vincere la prova riservata ai più giovani.

E Lorenzo Mark Finn ha vinto nel modo meno banale possibile, allungando in discesa a sessanta chilometri dall’arrivo (circa metà gara considerando i 127 chilometri complessivi), portando via i compagni di fuga giusti e poi lasciando sui pedali in salita l’ultimo rimasto alla sua ruota a venti dal traguardo. Il tutto sotto una pioggia fastidiosa e battente.

“Sono uno scalatore puro. Mi difendo a crono, dove ho fatto quinto al campionato italiano. Non sono veloce e provo sempre ad anticipare“, così si era descritto nell’agosto del 2023 a Simone Carpanini di bici.pro. Si è dimostrato ben più di uno scalatore pure. Una cosa però non l’ha cambiata, la tendenza ad anticipare, gioia di questi ultimi anni di ciclismo.

È arrivato da solo, come si sogna sempre d’arrivare. Ha oltrepassato il traguardo con le mani sul casco, perché a certe cose serve tempo per abituarsi.

“Oggi mi sentivo benissimo, probabilmente le gambe migliori che abbia mai avuto. Quando sono andato da solo la prima volta con 60 chilometri davanti ancora da pedalare, ho pensato ‘Oh, forse è un po’ presto’. Ma poi Philipsen e un paio di altri ragazzi mi hanno fatto da ponte, e io volevo solo dare il massimo sulla salita”, ha detto dopo l’arrivo. E sì che con la pioggia dice di aver sempre avuto problemi: “Mi piacciono i 35 gradi e il sole. Ma oggi è stato perfetto lo stesso”.