Un altro stop per Fabio Jakobsen
31/03/2025Fabio Jakobsen dovrà operarsi per una restrizione del flusso nelle arterie iliache di entrambe le gambe
È da un bel po’ di tempo, un anno e mezzo, che Fabio Jakobsen era scomparso dalle prime posizioni degli ordini d’arrivo. Pochi piazzamenti, nessuno di rilievo, una sola vittoria, quasi un anno fa al Presidential Cycling Tour of Türkiye.
E sì che Fabio Jakobsen era sicuro di prepararsi bene, di essere in forma. Lavorava parecchio, ma poi qualcosa lo bloccava. Le sue gambe lo bloccavano, relegandolo lontano dalla possibilità di vittoria.
Per quasi un anno si è interrogato su cosa non andasse in lui. Se la colpa di tutto fosse il ritorno, questa volta inconscio, degli incubi polacchi, di quella spaventosa caduta al Giro di Polonia che l’avrebbe potuto uccidere.
Fabio Jakobsen era riuscito a convivere con quel ricordo, a superarlo, a riuscire a correre e sprintare più forte della paura che tutto questo potesse tornare.
Eppure non riusciva più a sprintare come avrebbe voluto, come sapeva di poter fare. E questo nonostante i dati fisici dicessero che tutto andava bene, che l’allenamento era quello giusto. Doveva funzionare, insomma. Però non funzionava affatto.
Fabio Jakobsen e la sua squadra, il Team Picnic PostNL, hanno cercato di capire cosa stesse accadendo. Hanno intrapreso diverse strade. Una ha dato una risposta. Il corridore soffre di una restrizione del flusso nelle arterie iliache di entrambe le gambe. Per questo non riusciva a fare quello che poteva fare, cioè sprintare e vincere. Sarà operato.
“Poiché la diagnosi è chiara e al momento lo limita in bicicletta, verrà sottoposto a un intervento chirurgico per correggere il problema”, ha spiegato il medico della squadra, il dottor Camiel Aldershof.
Fabio Jakobsen dovrà stare fermo “sei settimane. Nel frattempo, monitoreremo attentamente il suo recupero e, non appena sarà pronto, ricomincerà lentamente ad allenarsi e ad aumentare gradualmente l’intensità”.
Ci vorrà del tempo, insomma. Fabio Jakobsen sa aspettare, ha vissuto di peggio.

