Vuelta a España 2026, la guida al percorso

Vuelta a España 2026, la guida al percorso

17/08/2026 0 Di Giovanni Battistuzzi

Quella che parte da Monte Carlo il 22 agosto e che terminerà a Granada il 13 settembre è una Vuelta interessante. E indipendentemente dal fatto che al via ci sia Tadej Pogačar. Lo sloveno proverà a chiudere il cerchio con i grandi giri, ad aggiungere la Spagna a Francia e Italia come terreno di conquista delle tre settimane. La Vuelta l’aveva visto sbocciare come corridore nel 2019, lo riaccoglie campione assoluto sette anni dopo.

La Vuelta a España 2026 è interessante però soprattutto per scenari. Una corsa diversa dalle altre edizioni. Dura, molto dura, ma non massacrante, con una prima settimana capace di decidere la corsa e le due settimane seguenti piene di insidie, buone per velocisti, avventurosi e uomini senza paura. E due frazioni dure dure alla terzultima e penultima tappa che assicureranno una certa incertezza fino all’ultimo. Certo in corsa c’è Pogačar, quindi l’incertezza probabilmente sarà sulla quantità di minuti sul secondo. Però qui si apprezza tutto questo.

Le tappe della Vuelta 2026

22/081a tappaMonaco – Monaco (cronometro individuale)9,4 km
23/082a tappaMonaco – Manosque214,3 km
24/083a tappaGruissan – Aude – Font Romeu174 km
25/084a tappaAndorra la Vella – Andorra la Vella104,8 km
26/085a tappaFalset, Costa Daurada – Roquetes, Terres de l’Ebre173,3 km
27/086a tappaAlcossebre – Castelló177,4 km
28/087a tappaVall d’Alba – Aramón Valdelinares149,8 km
29/088a tappaPuçol – Xeraco171 km
30/089a tappaLa Vila Joiosa/Villajoyosa – Alto de Aitana, Costa Blanca187,4 km
01/0910a tappaAlcaraz – Elche de la Sierra184,7 km
02/0911a tappaCartagena – Lorca151,3 km
03/0912a tappaVera – Calar Alto166,6 km
04/0913a tappaAlmuñécar – Loja192,8 km
05/0914a tappaJaén – Sierra de la Pandera154,5 km
06/0915a tappaPalma del Río – Córdoba189,7 km
08/0916a tappaCortegana – La Rábida, Palos de la Frontera181,1 km
09/0917a tappaDos Hermanas – Sevilla185 km
10/0918a tappaEl Puerto de Santa María – Jerez de la Frontera (cronometro ind)32,1 km
11/0919a tappaVélez-Málaga – Peñas Blancas, Estepona210,8 km
12/0920a tappaLa Calahorra – Collado del Alguacil186,8 km
13/0921a tappaCarrefour Granada – Granada112 km

L’altimetria delle tappe della Vuelta a España 2026

1a tappa: Monaco – Monaco, 9,4 km

Cronometro individuale breve per le strade di Monte Carlo. Strade lisce, salsedine, vento, strappetti e discese fastidiose. Giornata non scontata.

2a tappa Monaco – Manosque, 214,3 km

La strada è un su e giù continuo. Giornata logorante da 214 chilometri e oltre tremila metri di dislivello, con un grosso problema: non c’è un posto dove fare selezione. Il finale è in leggera salita. Non rimarranno in moltissimi a contendersi la tappa. Se nessuno prova la mattata se la giocheranno in una cinquantina.

3a tappa: Gruissan – Aude – Font Romeu, 174 km

Primo arrivo in salita. Negli ultimi cinquantacinque chilometri, la strada sale per quarantasette. Di pendenze davvero dure però non ce ne sono.

4a tappa: Andorra la Vella – Andorra la Vella, 104,8 km

Tappa cortissima con solo salite e discese. Il meglio è a centro tappa con le salite della Collada de Beixalis e il Coll d’Ordino. L’ultima salita è tosta ma corta. Gli organizzatori non hanno rinunciato alla discesa prima dell’arrivo: ben fatto. Dovrebbe essere un giorno di gran divertimento ciclistico.

5a tappa: Falset, Costa Daurada – Roquetes, Terres de l’Ebre, 173,3 km

Alla Vuelta appare un po’ di pianura. E anche gli ultimi venti chilometri della frazione di oggi sono pianeggianti. Il problema sono i quarantadue chilometri precedenti: uno strappo dietro l’altro e nessuna pendenza impossibile. Tappa nella quale potrebbe succedere di tutto. Molto probabilmente se la giocheranno gli uomini in fuga.

6a tappa: Alcossebre – Castelló, 177,4 km

Tappa complessa che inizia cattiva e piena di salite e discese e con l’Alto de Pauls, 9.4 chilometri al 7% e un tratto sterrato, a renderla ancora più interessante. Dallo scollinamento alla linea del traguardo ci sono 20 chilometri e una discesa difficile nella quale si può fare la differenza.

7a tappa: Vall d’Alba – Aramón Valdelinares, 149,8 km

Secondo arrivo in salita della Vuelta 2026. Tappa con molti chilometri all’insù, con 3.750 metri di dislivello, ma con pochi tratti davvero duri. Frazione interlocutoria ma che si farà sentire, e molto, nei giorni successivi.

8a tappa: Puçol – Xeraco, 171 km

Prima occasione per i velocisti. Difficile che possa essere il Puerto de Barx a evitarlo.

9a tappa: La Vila Joiosa/Villajoyosa – Alto de Aitana, Costa Blanca, 187,4 km

Terzo arrivo in salita. Il primo davvero difficile: 21,9 chilometri al 5,9%. Le pendenze però si induriscono verso il finale. In totale ci sono quasi 5mila metri di dislivello. Tappa davvero tosta.

10a tappa: Alcaraz – Elche de la Sierra, 184,7 km

La seconda settimana inizia con una frazione complicata all’inizio e alla fine. Tappa da 2.700 metri di dislivello adattissima per le fughe. Velocisti testardi e corridori che se sanno accelerare in salita però potrebbero essere interessati all’arrivo. Controllare una tappa del genere potrebbe però non essere semplice senza gli uomini giusti. Gli ultimi 1.700 metri sono in salita e hanno una pendenza del 5,5%,

11a tappa: Cartagena – Lorca, 151,3 km

Altra occasione per i velocisti. L’unica difficoltà di giornata è l’Alto de Morrón de Totana, una salita di 8,8 chilometri che sale a lungo molto costante prima di inasprirsi verso la cima. Ma parliamo di una salita con una pendenza media del 4,3% e che dista dal traguardo 23,5 chilometri.

12a tappa: Vera – Calar Alto, 166,6 km

La dodicesima tappa della Vuelta 2026 è una riproposizione di quella del 2017 vinta da Miguel Ángel López.

La frazione ruota attorno a due salite: l’Alto de Velefique e la salita a Calar Alto. La prima è lunga 13,2 chilometri con una pendenza media del 7,3%. Attenzione però perché la media non fa la salita. I primi cinque chilometri sono durissimi, quasi tutti sopra il 10%. Dal quinto ai 12,5 la strada sale tranquilla, con pendenze che oscillano tra il 6 e il 7% fino all’ultimo chilometro, dove si impenna di nuovo e raggiunge anche il 15%. La seconda porta al al più grande telescopio dell’Europa continentale, l’Osservatorio Astronomico di Calar Alto. La salita è lunga 15,5 chilometri, è durissima nei primi due chilometri, con pendenze intorno al 12%, è dura sino al chilometro 6, poi inizia un tratto di nove chilometri molto irregolare che alterna falsopiani, strappi duri e qualche tratto di discesa.

13a tappa: Almuñécar – Loja, 192,8 km

A Loja finirà con una volata a ranghi compatti? Difficile. Volata potrebbe esserci ma non tra tutti, tra i più resistenti e testardi. Ci sono 3.400 metri di dislivello da superare e questa volta tre salite complicate: il Puerto Los Guájares (14,5 chilometri con una pendenza media del 5,3%) dopo 23 chilometri, l’Alto de Legionario che duro non è ma sembra non avere fine e, soprattutto, il Puerto de Granada (11,7 chilometri con una pendenza media del 4,2%, e un tratto difficile). Dalla sommità del Puerto de Gradada mancheranno 37 chilometri all’arrivo.

14a tappa: Jaén – Sierra de la Pandera, 154,5 km

Difficilmente il copione della 14esima tappa sarà diverso da questo: fuga, attesa, ritmo che sale sulla penultima salita, i primi della classifica si giocano la vittoria sull’ultima ascesa, quella che porta alla Sierra de la Pandera, 8,4 chilometri con una pendenza media del 7,8% e un chilometro al 12%. Certo può arrivare la fuga, ma è difficile.

15a tappa: Palma del Río – Córdoba, 189,7 km

Altra tappa di difficile lettura. Dura – 189,7 chilometri e tremila metri di dislivello – ma non impossibile. Senz’altro difficilissima da controllare. L’ultimo Gpm è il Puerto Artafi, salita di 5,9 chilometri con una pendenza media del 5,7% e senza troppe variazioni di pendenza. Lo scollinamento è 40 chilometri dal termine. Il difficile però viene dopo. Perché ci sono 27 chilometri con discese difficili, strappi e falsopiani da superare. E in circostanze del genere può accadere di tutto. Anche niente.

16a tappa: Cortegana – La Rábida, Palos de la Frontera, 181,1 km

Dopo il secondo giorno di riposo, una tappa buona per i velocisti. L’avvio è però complicato e qualcuno lo potrebbe digerire poco.

17a tappa: Dos Hermanas – Sevilla, 185 km

Altra giornata che terminerà con una volata.

18a tappa: El Puerto de Santa María – Jerez de la Frontera, 32,1 km (cronometro individuale)

Cronometro veloce, per specialisti. Ma servono gambe: perché la strada sale sempre leggermente e ci sono due strappetti che potrebbero creare qualche problema.

19a tappa: Vélez-Málaga – Peñas Blancas, Estepona, 210,8 km

La terzultima tappa è una frazione paesaggisticamente bellissima e assai intrigante. Soprattutto lo è l’ultima salita che parte praticamente dal lungomare e si arrampica per 19 chilometri, fino a 1.270 metri di Peñas Blancas. I primi 2,5 chilometri sono i più ripidi, con pendenze che raggiungono il 12,5%. La pendenza si attenua poi per alcuni chilometri prima di stabilizzarsi tra il sei e il sette per cento, prima di impennarsi all’8% nell’ultimo chilometro.

20a tappa: La Calahorra – Collado del Alguacil, 186,8 km

Al penultimo giorno arriva il tappone: 187 chilometri e quasi 5.000 metri di dislivello. E questa volta divisi in salite toste. Quattro dall’82esimo chilometro in poi, lì dove inizia l’Alto de El Purche (8,9 chilometri con una pendenza media del 7,5% e i primi 3 chilometri con pendenze che oscillano tra il 9% e l’11%). La salita è anticipata da uno strappo di chilometro e mezzo con tratti in doppia cifra. L’Alto de El Purche dovrà essere pedalato due volte. La penultima ascesa è il Puerto de El Duque che è lo stesso monte ma affrontato dall’altro lato e che scollina duecento metri più su (e con un tratto al 15%).

La salita finale è lunga 16,7 chilometri con una pendenza media del 6,7%, ma questi numeri non rendono giustizia alla difficoltà della salita: la seconda metà è quasi tutta in doppia cifra.

21a tappa: Carrefour Granada – Granada, 112 km