Le borracce di Matera al Giro d’Italia

Le borracce di Matera al Giro d’Italia

14/05/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

L’arrivo del Giro d’Italia a Matera, le borracce lanciate dai corridori e quello che sembrava impossibile e che invece è successo

Ci sono momenti nei quali qualcosa che si è visto mette in discussione ciò che si è sempre considerato ovvio. In quell’attimo ci si sente addosso più anni di quelli che si hanno davvero e la sensazione di aver perso il passo con la realtà che ci circonda. Il fatto di non capire ciò a cui si è assistito, non comprenderne la logica o il motivo, è spiazzante ben di più di accorgersi, alla seconda visione, di non aver capito una sega di ciò che accade in Mulholland Drive di David Lynch.

Per qualche minuto oggi, mentre sullo schermo passavano le immagini della quinta tappa del Giro d’Italia 2025 che arriva a Matera, ho avuto la sensazione di aver perso il passo con la realtà.

Mancavano pochi chilometri all’arrivo e in un tratto abbastanza semplice, prima di iniziare la penultima salitella, i corridori del gruppo hanno iniziato a gettare le borracce. Nei finali di tappa le borracce non servono e chi si trova al punto giusto nel momento giusto può tornare a casa con un bel bottino.

Da piccolo, quando il Giro d’Italia passava nelle mie zone cercavo di farmi trovare nel posto giusto al momento giusto. Non sempre ci riuscivo. Ci sono stati anni nei quali tornavo a casa contento di aver visto passare i corridori, ma con quella leggera amarezza di non aver portato a casa un pezzo di Giro.

Un anno però posizionarono il rifornimento sullo stradone vicino a casa mia. E fu una doppia festa. Vidi passare Marco Pantani che si era messo, in coda al gruppo, dalla parte giusta della carreggiata. E dal fossato accanto alla strada recuperai un sacco di borracce. Quella della Saeco, quella della Mapei – Quickstep, quella della Fassa Bortolo, quella della Amica Chips – Tacconi Sport, quella della Mobilvetta Design – Rossin e quella, a mio avviso la più bella, della Française des Jeux. La borraccia della Mercatone Uno no, me la fregò un amico. Per anni glielo ho rinfacciato.

Andare a vedere il Giro e sperare di tornare a casa con una borraccia mi è sempre sembrato ovvio. A tal punto ovvio che quell’anno a casa ci tornai con le scarpe che dentro s’erano fatti i girini e le braghe zuppe fino alle ginocchia.

Oggi, a Matera, mentre i corridori del Giro d’Italia gettavano a bordo strada le loro borracce e a me venivano in mente tutte queste cose, ho visto due spettatori, più o meno dell’età che avevo io quel giorno, scansare le borracce e rimanere attenti solo al telefonino che avevano in mano e con il quale, probabilmente, stavano riprendendo i corridori.

Ho avuto un mezzo mancamento. Mi sono sentito vecchio. Incapace di comprendere ciò che avevo visto.

Sono stati minuti di smarrimento.

I corridori si avvicinavano all’arrivo e io ancora pensavo a quello che avevo visto.

Stentavo a crederci.

Poi, quando la strada ha iniziato a salire verso Matera, una borraccia è volata verso il pubblico. Una soltanto. Come fosse fuori tempo massimo.

Le telecamere hanno fatto intravedere un ragazzino scaraventarsi sulla borraccia.

Ho tirato un sospiro di sollievo.

È bello quando la realtà ti dà una sberla e poi, subito dopo, ti ricorda di non giungere a considerazioni affrettate.


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