Giro d’Italia 2025 – La lotta per la maglia rosa: i favoriti
05/05/2025La maglia rosa sarà davvero una questione a due tra Juan Ayuso e Primoz Roglic? Viaggio tra i favoriti del Giro d’Italia 2025
Dopo l’eccellente inizio da sbarbatello del pedale – terzo nella generale alla Vuelta 2022 al suo primo anno tra i professionisti –, il buon prosieguo – quarto nel 2023 – e l’incerta gestione del ruolo di predestinato che si confronta con la realtà, Juan Ayuso prende il via al Giro d’Italia 2025 (qui potete leggere la guida al percorso e a tutte le tappe) con idee bellicose. E queste non riguardano certo la maglia bianca, quella di miglior giovane: ha 22 anni, 23 a settembre, la vestirà. Vuole la maglia rosa Juan Ayuso, il gradino più alto del podio di Roma. Da inizio anno sembra aver dimenticato le incertezze della passata stagione e gli smarrimenti occasionali del passato. È semplicemente cresciuto, maturato, s’è fatto corridore e non solo speranza.
Lo spagnolo però se la dovrà vedere con un Primoz Roglic che ha 35 anni ma sta meglio di dieci anni fa. Due anni fa sul gradino più alto del podio di Roma ci finì lui dopo aver ribaltato il Giro nella cronoscalata al Monte santo di Lussari. E ha intenzione di fare lo stesso quest’anno. Se non cade lo sloveno arriva sul podio, spesso – in mancanza di Tadej Pogacar – con la maglia da leader addosso. A marzo, alla Vuelta a Catalunya, ha battuto Juan Ayuso di ventotto secondi in sette tappe. Da allora non ha più corso, ma per lui non è un problema. È un corridore che corre poco, ma si sa allenare bene.
La maglia rosa sarà una questione a due tra loro? Possibile, ma non è detto.
Perché Thymen Arensman quest’anno ha iniziato a capire di avere le capacità di competere ad altissimi livelli dopo quattro stagioni di grandi promesse e qualche défaillance di troppo. L’olandese è corridore che è sempre andato meglio la terza settimana rispetto alla prima, che di solito sistemava sul finire delle corse a tappe gli errori dei primi giorni. Al Giro d’Italia ci arriva dopo due corse di una settimana positive (al Tour of the Alps ha corso alla grande) e la voglia di non essere una comparsa. L’importante è che non si perda in coda al gruppo nelle tappe interlocutorie come gli è capitato più volte.
A caccia del podio. I favoriti del Giro d’Italia 2025
Prima di tutto però Thymen Arensman dovrà dimostrare di andare più forte di Egan Bernal. Il colombiano dopo un lungo recupero dall’incidente del gennaio 2022 nel quale ha rischiato di morire, aveva iniziato il 2025 assai bene. Alla Clásica Jaén pedalava alla maniera dei giorni migliori, almeno prima di cadere e di rompersi la clavicola. Al Catalunya non ha fatto niente di che, settimo nella generale ma senza dare l’idea di faticare troppo. Poi ha pensato ad allenarsi. Chi l’ha visto pedalare in allenamento ha detto a Girodiruota che la gamba è assai buona. Basterà?
A schierare una coppia da alta classifica non sarà solo la INEOS Grenadiers. Accanto a Primoz Roglic, la Red Bull – BORA – hansgrohe schiera Jay Hindley, uno che ha vinto un Giro e ne ha sfiorato un altro, uno che le tre settimane le sa gestire. Certo in questi quattro mesi di corse non ha fatto granché ma non è un problema: nelle brevi corse a tappe non si è mai distinto particolarmente. E accanto a Juan Ayuso ci sarà Adam Yates nel UAE Team Emirates – XRG. L’inglese prima del via se lo considerano sempre in pochissimi, poi, tappa dopo tappa, in molti saltano e lui no, anzi.
Anche Michael Storer se lo filano in pochi. Nonostante un Tour of the Alps vinto con due fughe di forza e disperazione. L’australiano alla Tudor sta bene e gode di fiducia quasi incondizionata. Da Durazzo partirà con il dubbio se provare davvero a fare classifica oppure abbandonarsi completamente al gusto della fuga. Se sceglie la prima potrebbe trovarsi a lottare per le primissime posizioni perché il talento lo ha sempre avuto, quest’anno ha iniziato ad avere anche la convinzione di poterlo dimostrare.
A lottare per il podio ci potrebbero essere anche due italiani.
Giulio Ciccone al Tour of the Alps ha fatto benino: una vittoria di tappa, diversi scatti, buoni inseguimenti, ma si è fatto sfuggire sempre l’azione giusta. Pochi giorni dopo però è arrivato secondo alla Liegi-Bastogne-Liegi. È un Giulio Ciccone più concentrato e, forse per la prima volta, capace di controllare i suoi istinti guerriglieri.
Antonio Tiberi un anno fa arrivò quinto a una dozzina di minuti da Tadej Pogacar. Quest’anno proverà a migliorarsi. Ha il talento per farlo. E una squadra forte, che lo può supportare nel migliore dei modi: avere a fianco Pello Bilbao e Damiano Caruso è tanta roba. A destare qualche dubbio però è la concentrazione. Il corridore laziale è ondivago e ha bisogno di una guida che sappia motivarlo. Molto dipenderà dall’ammiraglia e da Damiano Caruso. Per quanto riguarda la condizione c’è qualche incertezza: il ritiro al Tour of the Alps è stato un intoppo, ma dovrebbe essersi risolto tutto per il meglio.
In cerca di riscatto
E poi c’è David Gaudu. Lo scalatore della Groupama – FDJ era la grande speranza del ciclismo francese. Una speranza dissoltasi nell’ansia di dimostrare il proprio valore. A ventotto anni il francese è venuto per la prima volta a correre il Giro. E, forse per la prima volta in carriera sembra essere sereno, quasi avesse imparato a fregarsene del grande futuro che gli avevano cucito addosso.
Anche Mikel Landa può ambire al podio. Il basco guiderà la Soudal Quick-Step, ma si porta in sella i soliti problemi di sempre, ossia l’instabilità sulle tre settimane e le difficoltà a cronometro e nelle tappe miste.
Da non sottovalutare
Simon Yates dovrebbe essere l’uomo di classifica del Team Visma | Lease a bike. È da qualche anno che l’inglese però non brilla. Assieme a Wout van Aert però potrebbe combinare qualcosa di inaspettato.
Come il britannico pure Richard Carapaz sembra aver già dato il meglio. L’ecuadoriano però è anche capace di adattarsi alla corsa come pochi e trovare possibilità che sino a poco prima sembravano soltanto mere illusioni.
Derek Gee invece sta piano piano maturando consapevolezza delle sue doti. E le sue non sono doti evidenti, ma nascoste, che si materializzano tappa dopo tappa, chilometro dopo chilometro. Tra quelli al via, il canadese è tra i più regolari e resistenti: più aumenta la stanchezza più lui sembra non sentirla. Non il migliore in salita, non è il migliore in discesa, non è il migliore a cronometro, eppure galleggia ovunque, si adatta a qualsiasi contesto.
I favoriti del Giro d’Italia 2025 – Inaffidabili di talento
Tom Pidcock corre il suo quinto grande giro in carriera. C’è chi dice che potrebbe fare classifica, chi si è convinto che potrebbe un giorno vincerne uno. A considerare il talento sarebbe da podio. Il problema è che l’inglese per puntare alla classifica dovrebbe snaturarsi. E al Giro ci sono un bel po’ di tappe da attaccare.
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